- alle ore 17.00 presso l'Associazione della Stampa Estera
(via dell'Umiltà 83/c) la presentazione del libro
ALEXIS TSIPRAS. LA MIA SINISTRA
Intervista con il leader di Syriza.
di Teodoro Andreadis Synghellakis
(Ed. Bordeaux)
saluti istituzionali MAARTEN VAN AALDEREN
intervengono MASSIMO D'ALEMA e STEFANO RODOTA'
modera LUCIA ANNUNZIATA
video intervento di ALEXIS TSIPRAS
- Sei Dee già Pulp
[ho riso molto...] Scarabocchia per far scrivere la biro, per caso disegna Maometto: fondamentalista si taglia la mano - http://www.lercio.it/scarabo...
- Non esistono solo musulmani moderati contro musulmani fondamentalisti. Esistono musulmani e musulmane laici, in conflitto o in accordo con i loro governi o le loro famiglie, praticanti, non praticanti e certo anche musulmani intransigenti, fondamentalisti. Sì, tra i musulmani ci sono anche malavitosi, ladri, assassini, dissimulatori. Esistono musulmani e musulmane che rispettano tutti i precetti della propria religione, altri che ne rispettano solo alcuni e altri ancora che non li rispettano affatto. Il discorso fila, no? Eppure. Fila ma non funziona. È un discorso, questo, che li avvicina, che assottiglia le differenze, ce li fa sentire fratelli e sorelle, capaci di fallire ma anche di vivere dignitosamente e in pace. Non funziona per alimentare il rancore, l’odio e la vendetta.
- Sei Dee già Pulp
non esistono "musulmani laici" come non esistono "cattolici laici". Esistono egiziani, pakistani, nigeriani, sauditi musulmani e egiziani, pakistani, nigeriani, sauditi laici. My two cents.
- DiegoGhi
L'approccio laico alle questioni religiose (l'idea che si possa essere credenti in uno Stato che tutela ogni credo religioso, miscredenti a vario titolo inclusi) è una conquista sociale e politica che varia da territorio a territorio, certo! Se intendi questo, concordo.
- Sei Dee già Pulp
Stasera, in un locale, c'era un cantante blues sulla sessantina che presentava il suo ultimo album. La band era buona, ma lui era abbastanza scadente. Chiude, citando Manzoni: «Se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta». E diventa subito una figura così malinconica, che nessuno ha più avuto voglia di criticarlo.
[ciao vertigo ciao] Ti saluto anch'io, però ricordati solo che Amazon è un'azienda - una grande azienda multinazionale - che produce utili. --> http://friendfeed.com/vertigo...
L'efficienza aziendale produce gli utili. Quanta percentuale di quegli utili viene tassata è lo step successivo. Al piccolo Lussemburgo quella percentuale di prelievo fiscale basta e avanza. I paradisi fiscali funzionano per questo: sono piccoli e possono fottere gli Stati che, per la diversa estensione territoriale, necessitano di spese maggiori, anche senza corruzione e ruberie.
- Sei Dee già Pulp
Bloccami anche nel mio feed, ora. Buon anno! :)
- Sei Dee già Pulp
«Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise». http://www.youtube.com/watch...
- (...) innalzamento di salari minimi e pensioni, blocco delle privatizzazioni e dei licenziamenti nel pubblico impiego. Tsipras ha però affermato che non intende rimettere in discussione l'appartenenza della Grecia all'euro, mentre l’ipotesi di una ristrutturazione del 70% del debito, più volte ventilata da Tsipras, difficilmente sarebbe praticabile. L’entourage di Syriza informalmente ha fatto capire che si accontenterebbe di una ristrutturazione «soft», con una moratoria sul pagamento degli interessi sul debito pari a 9 miliardi di euro all’anno.
Di fronte a questo scenario, è molto probabile che i rendimenti dei titoli di Stato greci risalgano ma il governo potrebbe comunque galleggiare, soccorso dalle misure espansive della Bce e da una politica pragmatica del premier.
- Sei Dee già Pulp
[gente che comincia a fare i conti con "la realtà" del #jobsAct: «una modifica chiara, netta e che ha un cuore: la libertà di licenziare a basso costo». Anche se non si scandalizza...] #LICENZIARE FACILE E A BUON MERCATO: #RENZI, NON POTEVI DIRLO SUBITO? - GLI STATI GENERALI - http://www.glistatigenerali.com/governo...
- (...) il succo per la generalità dei nuovi assunti nonché per tutti i dipendenti delle imprese che da qui in avanti supereranno la soglia dei
15 dipendenti è il seguente: si può licenziare liberamente, con semplice
preavviso, adducendo il “giustificato motivo oggettivo”. Ovvero
«ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro
e al regolare funzionamento di essa»: tutto quel novero di motivi
“economico-produttivi” non imputabili al comportamento del lavoratore,
insomma. Se poi il lavoratore fa ricorso e il giudice accerta che non vi
sono gli estremi del licenziamento, il datore di lavoro viene
condannato a pagare un’indennità pari a 2 mensilità dell’ultima
retribuzione per ciascun anno di anzianità, per un minimo di quattro e
un massimo di 24 mensilità, ma sgravato dalla contribuzione
previdenziale. Chi lavora da 30 anni in azienda riceve dunque le stesse
24 mensilità di chi ci lavora da 12 anni.
Stesso trattamento in caso di licenziamento per giustificato motivo soggettivo
(inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del datore di
lavoro) o per giusta causa, ovvero un inadempimento del lavoratore
talmente grave da non consentire neanche in via provvisoria la
prosecuzione del rapporto. Il reintegro spetta solo se viene dimostrato
che il fatto contestato al lavoratore è inesistente, senza alcun
riguardo alla proporzionalità tra fatto e la sanzione del licenziamento,
come esplicita chiaramente la legge. Per essere brutali e chiari: chi
tre volte la settimana si appropria indebitamente del caffè aziendale
allo spaccio senza pagarlo, o chi qualche volta fa il furbo ed esce
dieci minuti prima chiedendo al collega di timbrare per lui, una volta
licenziato per queste ragioni non potrà contare sulla sproporzione tra
le proprie violazioni e la misura del licenziamento al fine di ottenere
il reintegro. Una conferma in più dell’impianto di fondo della riforma
renziana, che non ha nelle “tutele crescenti” il proprio cuore, ma
semmai nella sanzione definitiva della piena libertà di licenziare, a
costi fissi e oggettivamente limitati. Perché la via d’uscita per il
datore è in fondo prevista dalla legge: basta qualificare ogni
licenziamento con i giustificati motivi oggettivi per poi essere
sostanzialmente certo che, alla peggio, dovrà pagare due mensilità
l’anno per ogni anno di anzianità dopo un processo, con tutte le
incognite temporali del caso e i relativi costi iniziali a carico del
lavoratore ricorrente. Che, se ben consigliato, sarà sempre propenso ad
accettare un’offerta di conciliazione al ribasso rispetto al massimo
possibile.
- Sei Dee già Pulp
- Il 28 dicembre del 1943 a Reggio Emilia vengono fucilati i sette figli del noto antifascista Alcide Cervi: Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore. La stessa sorte tocca a Quarto Camurri, loro compagno di battaglia. Si tratta di una rappresaglia per la morte violenta, mai rivendicata, del segretario del PFR di Bagnolo in Piano. Le vittime erano state arrestate il 25 novembre, dopo uno scontro a fuoco svoltosi nella loro masseria di Praticella, epicentro delle azioni partigiane della zona. Questa vicenda rappresenta una delle più drammatiche pagine di storia della lunga lotta dell’antifascismo, cominciata molto tempo prima, nel 1922, all’epoca della cosiddetta “marcia su Roma”. Una lotta che aveva visto cadere fra gli altri, in una linea storica senza fratture, Giacomo Matteotti e Giovanni Amendola, Piero Gobetti e Antonio Gramsci, Lauro De Bosis e i fratelli Rosselli, Duccio Garimberti e Bruno Buozzi. Ed è proprio da questa lotta che sono nate la Repubblica e la Costituzione. --> http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate...
- Sei Dee già Pulp
Noi “possiamo”. La terza via del Duemila: radicale e pronta a vincere -
E noi Possiamo? La vera Terza Via degli anni in cui viviamo. Un movimento di indignati, che gridavano “non ci rappresentate” e, quindi, dichiaratamente in cerca di una rappresentanza politica che non c’è (in Italia l’avremmo dato per perso, quell’elettorato, relegandolo nell’indistinto universo dell’astensionismo). Un gruppo di professori di un’università di Madrid che hanno elaborato un progetto politico coerente e efficace: “tecnici” sì, potremmo dire, ma della “rivoluzione”. Un’organizzazione basata sull’adesione via web e una sapiente miscela tra la partecipazione aperta a tutti e le più tradizionali incursioni televisive. Una profonda critica al modello imperante, che sa declinarsi dal populismo anticasta, che in Italia conosciamo benissimo, a un’idea di società radicalmente diversa (perché l’attacco alla “casta” può avere senso solo se inserito in una più complessiva lotta contro le disuguaglianze).
Un progetto politico visto spesso come massimalista ed estremista, ha detto lo stesso Pablo Iglesias, confrontandosi con Alexis Tsipras ad Atene, il 5 ottobre di quest’anno: eppure, «riforma fiscale, audit del debito, controllo collettivo dei settori strategici dell’economia, tutela e miglioramento dei servizi ancora in mano allo Stato, recupero della nostra sovranità in campi importanti come quello dell’economia, misure che possano favorire il consumo, assicurarsi che gli enti finanziari statali proteggano la piccola e media impresa e le famiglie: sono parole che i socialdemocratici dell’Europa occidentale avrebbero avuto il dovere di dire 30 o 40 anni fa» (cfr. Giacomo Russo Spena e Matteo Pucciarelli, Podemos. La sinistra spagnola oltre la sinistra). Un programma che, se la sinistra cosiddetta riformista non si fosse persa tempo fa, trasformandosi in una sorta di “altra destra”, ricorda i principi fondamentali della tradizione del socialismo europeo (lo ha recentemente notato anche Luciano Gallino, su Repubblica, il 16 dicembre: «Nell’insieme, i due programmi di Syriza e di Podemos appaiono essere più solidamente social-democratici, concreti e adeguati alla situazione attuale della Ue e alle sue cause di quanto qualsiasi altro partito europeo abbia finora saputo esprimere. Non per nulla i due partiti sono già oggetto di un furibondo bombardamento denigratorio da parte dei media, della Troika, dei think tanks sovvenzionati dal mondo finanziario, e dei politici incapaci di pensare che al di là dell’Europa della finanza si potrebbe costruire un’Europa dei cittadini»).
Se pensiamo che in Italia quasi metà delle forze politiche sostengono che si debba uscire dall’euro o, in ogni caso, creare due monete diverse, non deve sorprendere che Podemos come Syriza non intendano abbandonare la moneta unica, chiedendo piuttosto un cambiamento comune che riguardi tutta l’Europa. Una prospettiva radicale, ma sempre e comunque di governo, in cui il populismo è sempre corretto e arginato dall’analisi economica.
Un leader riconoscibile, che ha una certa idea leninista 2.0 dell’organizzazione politica e della sua proposta, che si rivolge al 99% o, più precisamente, a quella che in Italia sarebbe la «maggioranza invisibile» descritta da Emanuele Ferragina: i precari, i poveri, i non-rappresentati, gli outsider.
Ecco che cos’è Podemos. Una formazione di sinistra, che non ha motivi però per ricordarlo a ogni passo, anche perché – sostiene Iglesias – siamo di sinistra ma non lo diciamo, anche perché si capisce benissimo e le categorie, oggigiorno, è più importante illustrarle con le soluzioni che con le dichiarazioni di principio. (...)
- Sei Dee già Pulp
Tutti quelli che stavano nella lista Tsipras (ma non in Sel) volevano andare nel GUE. Molti di quelli di Sel (ma non tutti) volevano stare nella terra di mezzo. Oggi la situazione è la stessa. E infatti grande è la confusione sotto il cielo.
- Sei Dee già Pulp
[segue da: http://ff.im/1kNNlZ] La pigrizia vince e la sezione ritmica resta intatta, ma una traccia di chitarra elettrica sul solo canale sinistro (*) sono riuscito a registrarla. A me piace e direi che si può anche chiudere così, ma non so...
Il clima natalizio mi ha 'ispirato' molto, spingendomi a registrare la sezione ritmica di una ballata darkettona che continuerò, montando il set elettrico per sovraincidere anche una o due tracce melodiche, forse un giorno, ma anche no. Voi intanto, magari, ditemi se il sound rende l'idea. ;)
«Le responsabilità sono di tutti, anche della sinistra. Ma il fatto che siano di tutti non significa che esse siano tutte uguali. Io penso che per capire le condizioni in cui versa l’Italia sia doveroso fare quello che non si fa da anni, cioè chiamare in causa la classe dirigente vera. Parlo di quelle forze che costituiscono il nucleo più forte e storicamente permanente delle classi dirigenti, quelle che in definitiva hanno comandato e preso le grandi decisioni, travalicando i governi più diversi. Parlo delle forze che impongono anche il pensiero dominante attraverso i “media”. È davvero impressionante il silenzio intorno a questi signori. Le colpe sono di tutti? Certamente. Ma se il Paese è fermo da vent'anni, se ha perso un quarto del suo patrimonio industriale, la spiegazione, a parte il peso che hanno avuto i fattori economici mondiali, non è il prepotere della CGIL, oppure l’art. 18. Fa ridere».
- Sei Dee già Pulp
Io credo che sia Renzi (e il suo attacco frontale al sindacato) a essere in contraddizione col suo partito. Quale che sia il ruolo che un partito di sinistra di governo sceglie di avere, esistono dei rapporti di classe e la capacità di comprenderli (anche se si sceglie di provare solo a correggerli invece che a sovvertirli).
- Sei Dee già Pulp
Niente scorporo degli #investimenti dai parametri dell' #austerità. (*) #Renzi passerà alla storia come il campione dell'annuncio senza sostanza (o di sostanza opposta all'annuncio come nel caso del #JobsAct).
(*) Il premier italiano punta a chiedere lo scorporo dal Patto di Stabilità e crescita di tutti gli investimenti pubblici, sia che finiscano nel fondo Juncker sia che non lo riguardino. Non è detto che ponga la questione in termini espliciti oggi stesso, anche perché quella di oggi è solo la prima
riunione del Consiglio sul Piano Juncker, la prima riunione officiata
dal neopresidente Donald Tusk. Ma di certo il premier italiano vuole
porre la prima pietra della trattativa, puntando a ottenere l’inserimento della cosiddetta ‘golden rule’, vale a dire lo scomputo totale degli investimenti dal Patto di Stabilità, nelle proposte che la Commissione Ue farà proprie a gennaio sulla flessibilità dei trattati. --> http://www.huffingtonpost.it/2014...
- Sei Dee già Pulp
- La Lega Nord si presenta anche al Sud. Il nuovo logo è stato presentato da Matteo Salvini alla Camera. Il nuovo simbolo: "Campo bianco con un ovale blu e la scritta in giallo e bianco 'Noi con Salvini'. (...)
- Sei Dee già Pulp
WASHINGTON — The United States will restore full diplomatic relations with Cuba and open an embassy in Havana for the first time in more than a half-century after the release of an American contractor held in prison for five years, American officials said Wednesday.
In a deal negotiated during 18 months of secret talks hosted largely by Canada and encouraged by Pope Francis, who hosted a final meeting at the Vatican, President Obama and President Raúl Castro of Cuba agreed in a telephone call to put aside decades of hostility to find a new relationship between the United States and the island nation just 90 miles off the American coast. “We will end an outdated approach that for decades has failed to advance our interests and instead we will begin to normalize relations between our two countries,” Mr. Obama said in a nationally televised statement from the White House. The deal will “begin a new chapter among the nations of the Americas” and move beyond a “rigid policy that’s rooted in events that took place before most of us were born.” (...)
- Sei Dee già Pulp
- Nella sua analisi CsC sottolinea come la corruzione deprima il Pil, e rappresenti «una zavorra per l'economia», tanto che se «l'Italia riuscisse a ridurre la corruzione ai livelli della Spagna, obiettivo non certo impossibile visto che la distanza è di 0,7 punti, il suo tasso di crescita annuo aumenterebbe di 0,6 punti percentuali».L'Italia è fanalino di coda sulla corruzione fra i Paesi sviluppati, dietro Turchia e Spagna con la Danimarca e la Germania al primo e secondo posto. «Se con Mani pulite l'Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia», ossia un punto in meno, «il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più, circa 5mila euro a persona» in questo arco di oltre venti anni.
- Sei Dee già Pulp
infatti, l'art.18 è un problema solo per i sindacalisti
- F.