GRANDI #EVASORI, IL REGALO DI #RENZI NASCOSTO AL TESORO - #Visco: «un gigantesco regalo ai grandi evasori è servito, una roba incredibile». https://triskel182.wordpress.com/2015...
(tu mi piaci, ma adesso ho mal di stomaco)
- Franka®
- (...) il testo di attuazione della delega fiscale varato dal governo alla vigilia di Natale ha provocato polemiche: con le nuove norme rischierà il carcere solo chi evade oltre 150 mila euro (contro i 50 mila attuali) e le fatture false saranno reato solo se superiori ai mille euro. Un mix che – secondo i critici – cancella di fatto il penale tributario, e secondo Il Sole 24 Ore anche migliaia di processi, uno su tre per la precisione (stesso effetto avrà sui fascicoli aperti dalle Procure). IL PERICOLO, però, Visco lo indica soprattutto nelle sei righe a pagina 8 , dove il governo di Matteo Renzi mette nero su bianco che non si viene più puniti se Iva o imposte sui redditi evase “non sono superiori al 3 per cento rispettivamente, dell’imposta sul valore aggiunto dell’imponibile dichiarato”. Tradotto: non c’è nessun limite, ma solo una proporzione, sotto la quale il reato penale scompare. “Già la triplicazione delle soglie è grave, ma così, senza fissare un limite, si lascia campo libero, soprattutto ai grandi evasori: immaginate cosa possono fare le banche o le grandi imprese con fatturati molto alti. In quel caso il 3% diventa un importo altissimo: chi evade molto, ma sta attento alle proporzioni, non rischia il carcere”. Non solo, stando a fonti di governo, così com’è scritta la norma potrebbe avere un effetto collaterale enorme: “Ha una formulazione troppo vaga, e rischia di non coprire solo i reati in sede di dichiarazione dei redditi , cioè l’infedeltà fiscale, ma apparentemente anche la frode fiscale, e sarebbe una cosa gravissima”, spiega con stupore chi ha seguito il provvedimento. Per dare l’idea, nell’inchiesta per presunta frode fiscale nella cosiddetta “operazione Brontos”, che vede indagato anche l’ex ad di UniCredit Alessandro Profumo – di cui la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nel giugno scorso – si parla di 245 milioni di euro sottratti al fisco tra il 2007 e il 2009 mascherando gli utili e facendoli figurare come dividendi. Nel solo 2007, Unicredit ha fatto registrare un utile netto di 7,28 miliardi, e nei due anni successivi ha superato ampiamente il miliardo: la cifra contestata, come si vede, non supera il 3% dell’imponibile. ALTESORO sono stupiti e il motivo lo spiega una fonte interna: “Quella norma, nel testo uscito dal Mef, non c’era, e non c’era proprio perché molti si erano mostrati contrari”. Tradotto: è stato modificato all’ultimo a Palazzo Chigi: “L’imput potrebbe essere arrivato dal premier o da qualcuno del suo entourage”. Nei corridoi di via XX settembre fanno notare anche che la commissione tecnica incaricata di redigere il testo – presieduta dal presidente emerito della Consulta, Franco Gallo – aveva comunque lavorato su un testo diverso, meno generico, che non scopriva il fianco anche ai reati più gravi. E invece la norma – scartata proprio perché invisa a tanti dirigenti – è ricomparsa, e nella formulazione peggiore. L’incredibile genesi è confermata anche da fonti interne all’Agenzia delle Entrate, che si dicono “molto sorprese” e “preoccupate” della novità infilata in extremis da Palazzo Chigi. La prima conseguenza, è che l’Agenzia – guidata da Rossella Orlandi, considerata un’allieva di Vincenzo Visco – sarà costretta a emanare una serie di circolari interpretative per restringere almeno il campo ai soli reati di “infedeltà fiscale”. “Non credo siano molto contenti”, chiosa l’ex ministro: “Non capisco come sia potuto succedere. Quel testo va monitorato attentamente”. Il decreto incriminato è ora al vaglio delle Commissioni parlamentari, che dovranno fornire un parere non vincolante. Spetta al governo decidere se far saltare la norma o modificarla, fermo restando che il Tesoro l’aveva già scartata: “Sarebbe un brutto segnale se non lo facesse”, continua Visco. (...)
- Sei Dee già Pulp
Giovanni Paglia (SEL): «Il Governo ha sostanzialmente depenalizzato l'evasione fiscale.
Niente più carcere fino ai 150.000 euro di evasione, salve le fatture false fino a 1.000, tana libera tutti completa, frode compresa, se si evade non più del 3% del fatturato.
Per chi, come me, ha sempre pensato che i reati tributari siano fra i pochi per cui il carcere sia un deterrente reale è un brutto colpo, a cui proveremo a rimediare, pur potendo la Commissione Finanze esprimere solo un parere.
D'altronde anche la corruzione è rimasta una priorità per il Governo per due settimane scarse, per poi sparire persino da Twitter.
Roba brutta, evasione e corruzione, roba da ricchi.
Meglio starne alla larga, come da tradizione antica e recente». --> https://www.facebook.com/giovpag...
- Sei Dee già Pulp
(se è legato alla notizia, mi sembra comprensibile)
- Sei Dee già Pulp
(ovvio)
- Franka®
- Se evadi sotto il 3% del fatturato, allora puoi #staresereno. Lo scrivevo ieri, oggi ne parla diffusamente Repubblica: se il Fatto faceva l’esempio di Unicredit, il giornale più vicino all’attuale Pd (diciamo così) fa l’esempio di Berlusconi e della sua ormai celebre condanna-decadenza-interdizione.
Molti berlusconiani esultano: bisogna capirli. Erano abituati a farle loro, le leggi che una volta chiamavamo vergogna.
Secondo qualcuno avrebbe conseguenze immediate e molto concrete: «Se la norma è com’è stata pubblicata sul sito del governo, la conseguenza pare scontata: se si facesse il processo adesso il reato di Berlusconi non esisterebbe più. Quindi può fare un “incidente di esecuzione”. Quindi può cadere la sentenza e con lei anche l’interdizione dai pubblici uffici. Ovviamente, se cade la sentenza, cade anche l’esclusione dalle candidature della legge Severino, che è solo una conseguenza della condanna».
In ogni caso, la norma ha, di per sé, un forte carattere di simbolo politico, economico e morale. Alla rovescia.
Il premier si dice pronto a cambiare il testo, ma è molto strano che non se ne sia accorto nessuno, nel Consiglio dei ministri del 24 dicembre. Repubblica sostiene, peraltro, che se ne siano accorti al Mef e che se ne siano indignati all’Agenzia delle Entrate. Ma the show must go on, si sa, e il decreto è stato approvato così, tra i soliti mille proclami (meno uno).
Siccome, al di là di Berlusconi, non va affatto bene, lo si lasci cadere. Per sempre. --> http://www.ciwati.it/2015...
- Sei Dee già Pulp
Adesso abbiamo deciso che il carcere è il male, ma per gli evasori allora è un buon deterrente?
- Ubikindred
Non ho capito. Sei sarcastico o approvi le modifiche in questione?
- Sei Dee già Pulp
io sono a favore, la domanda di ubi era se consideri il carcere sempre e comunque un buon deterrente (una volta a sinistra, prima di travaglio, non era così)
- thomas morton ☢
Io sono assolutamente convinto che il carcere non funzioni come deterrente nelle fasce sociali emarginate. In quei casi (e soprattutto se il reato è commesso da minori) il percorso di reinserimento sociale e di avvio al lavoro è prioritario. Diverso è il discorso dei cosiddetti reati dei colletti bianchi. In questo caso, essendo l'Italia notoriamente molto permissiva in materia, le pene andrebbero decisamente incrementate e l'effetto deterrente della pena detentiva, qui, può incidere in maniera significativa (per una persona benestante, il carcere - se diventa la conseguenza più probabile in caso di illecito - rappresenta un innegabile peggioramento delle proprie condizioni di vita).
- Sei Dee già Pulp
è peggio di quello che pensavo....
- thomas morton ☢
solo una breve nota, per chi non fosse avvezzo alla normativa fiscale: i 50.000 Euro di cui si parla fanno riferimento anche a omessi versamenti e non solo a chi non dichiara le somme. Va da sé che stante la normativa attuale, è abbastanza semplice commettere il reato per il solo fatto di aver omesso versamenti per 50K Euro di IVA entro la data della dichiarazione IVA. Per chi ha un volume d'affari superiore a 2M di Euro e non può applicare il regime IVA per cassa, basta un non rinnovo di un affidamento per trovarsi nella suddetta condizione.
- Heart Attack
Per chi non è avvezzo alla materia penale: esistono le esimenti.
- Sei Dee già Pulp
@SDgP: qualche mese fa ha destato un certo scalpore che la corte di cassazione annullasse una sentenza di appello che condannava un imputato che non aveva versato l'IVA perché il suo principale cliente era fallito. La condanna in questi casi è la norma, in quanto la banale mancanza di liquidità non è considerata sufficiente ad escludere la punibilità.
- Heart Attack
Io non entro nel merito di un caso che non conosco. Ti sto solo dicendo che per la punibilità ci vogliono elementi oggettivi, soggettivi e che, nel dubbio, si assolve. In ogni caso esistono tutta una serie di cause di giustificazione (caso fortuito, forza maggiore, stato di necessità, difesa legittima). Non inventiamoci scuse per una depenalizzazione che è atto squisitamente politico.
- Sei Dee già Pulp
Un po' di info qui: http://www.ipsoa.it/documen...
- Heart Attack
Quindi, nei confronti della società, fa più male l'artigiano o l'imprenditore che evade in parte L'IVA (e non può avere attenuanti) piuttosto che lo zingarello che ruba in casa della vecchina, il drogatello che spacca la macchina per fregarsi quello che c'è dentro, lo scippatore che fotte la pensione al nonno fuori dalla posta (per i quali dobbiamo anche valutare il contesto, il disagio sociale ecc.). Anzi, per i "colletti bianchi" evasori dovremmo inasprire le pene, per gli altri offrire pene alternative. Diobestia la voglia che mi fai venire di iscrivermi a forza nuova.
- Ivan Crema
Quindi Berlusconi si potrà ricandidare. Mission accomplished
- Alez☭
(l'ho già scritto che abbiamo ed è giusto che continuiamo ad avere un sistema penale garantista? Cioè che se si va in carcere è perché il comportamento vietato era voluto, al di là di ogni possibile dubbio, e non scusabile? Non si capisce l'efficacia deterrente della pena carceraria prossima allo zero quando la tua vita fuori dal carcere non è migliore di quella dentro?)
- Sei Dee già Pulp
Ma a me può star bene che si attuino pene alternative che prevedano un effettivo reinserimento sociale, ma è questo tuo scusare i poveri e bastonare gli altri che mi manda ai matti, non perchè io faccia parte
della categoria imprenditori (magari poi, se impari a evitare termini come padronato, colletti bianchi, proletari ecc. sarebbe anche ora ed eviti di generare risposte spinte da un bias negativo), ma perchè non puoi sempre dividere il mondo in bianchi e neri, buoni e cattivi, in base a categorie precostituite nella tua testa. Ci sono leggi e regole che devono valere per tutti e attenuanti che devono essere applicate a tutti e le pene vanno inflitte soprattutto in base al danno sociale, danno sociale che va valutato anche in base a criteri relativi.
- Ivan Crema
Questo non per scusare chi evade, ovvio, ma non puoi stracciarti le vesti per una eventuale depenalizzazione dell'evasione mentre sostieni che vada invece depenalizzata la delinquenza comune, tutto qui
- Ivan Crema
Non è depenalizzazione: è diversa modalità di esecuzione della pena (che di solito esclude la delinquenza abituale, peraltro).
- Sei Dee già Pulp
ma cosa c'entra Berlusconi? da quando le depenalizzazioni sono retroattive? ormai la condanna c'è. e l'ineleggibilità si riferisce alla condanna, non al tipo di reato.
- degra
Poi noi viviamo in un Paese con carceri stracolme di poveracci, microcriminalità egualmente presente (perché non si eradica solo con la minaccia della pena) e quasi nessuno in carcere per corruzione ed evasione, fenomeni endemici di devianza e tali da compromettere l'intera economia nazionale.
- Sei Dee già Pulp
Degra, eventualmente, si applica la norma penale più favorevole anche sul residuo di pena da scontare. Sulla questione Berlusconi c'era questo, comunque: http://www.huffingtonpost.it/2015...
- Sei Dee già Pulp
sulla pena da scontare (lavoro alla casa di riposo), ma non sull'ineleggibilità.
- degra
Cari renziani, potete smettere di difendere questa roba, Renzi l'ha ritirata.
- Alez☭
Ha anche detto che la ripropone piu avanti.
- utente scemo di ff
sì, potrebbe riproporla quando betlusconi non potrà più beneficiarne, viste le famose priorità politiche dell'opposizione
- thomas morton ☢
Che poi la cosa più grave è proprio questa. togliere una norma (che se hai messo vuol dire che ritenevi utile al paese) solo perché favorirebbe anche berlusconi, e cioè un avversario politico, e poi riproporla più avanti. Non si era mai vista una cosa simile, in italia. uno dei principi fondamentali del diritto messo sotto i piedi. oltre che la legge usata contro una persona.
- apelle
Sono d'accordo con apelle. Sul merito poi della norma non ho però ancora letto niente, cioè può essere utile o no? Che effetti avrebbe in generale?
- Ciocci
io non so se sia utile o meno quella norma. ma se renzi dice di volerla riproporre solo dopo che berlusconi ha finito di scontare la pena significa che sì, la ritengono utile e che l'hanno tolta solo perché serviva anche a berlusconi. è una cosa pazzesca, molto molto peggio delle leggi ad personam di berlusconi stesso, che almeno erano rispettose sia delle norme generali del diritto (valgono per me ma anche per tutti) che di quelle democratiche.
- apelle
a dire il vero il difetto della norma è che avrebbe l'effetto inintenzionale (forse) di favorire i rei di frode fiscale oltre a quelli che sbagliano una dichiarazione, quindi la modifica non è esattamente contro berlusconi
- thomas morton ☢
thomas, apprezzo il tentativo :)
- apelle
poi capisco che il grillismo stia facendo danni inimmaginabili, e che le dichiarazioni di renzi di ieri avessero ahimé lo scopo principale di allontanare eventuali sospetti di inciucio, ma il concetto passato è proprio quello del ritiro della norma per non fare un favore a b.
- apelle
Questo è pre-grillismo, è l'anti-berlusconismo come professione da Mascia in poi.
- Braga
più che altro per non sembrare che faccia un favore a b, come contropartita del patto del nazareno. riproporla dopo non è *contro* Berlusconi, ma solamente *non a favore*.
- degra
che poi voglio dire una cosa a difesa di renzi: quella norma è chiaro non l'abbia voluta lui. è troppo scaltro. si sarebbe reso sicuramente conto che sarebbe stata solo fonte di guai grossi, da qualunque parte la si guardasse.
- apelle
Credo infatti il problema, indicato da tutti i commentatori senza bava alla bocca, è il dilettantismo dell'azione di governo, che segue leggi approvate senza testi completi, consigli dei ministri il 24 dicembre, fiducie notturne, eccetera. Va già bene che in questo kasino non si sia dichiarata guerra a San Marino per errore…
- Braga
Lasciamo stare Berlusconi. Parliamo del concetto: un po' di evasione si può tollerare. Lasciamo stare quello che qualche anno fa decise che anche un po' di falso in bilancio si poteva tollerare. Parliamo dei valori ispiratori di questo tipo di normative.
- Sei Dee già Pulp
è sempre il solito problema: chiunque ci sia al governo, qualche merdone salta sempre fuori all'insaputa di tutti. e ovviamente non è stato nessuno a mettercelo, però c'è.
- degra
ops forse matteo sapeva ma non capiva http://www.ilfattoquotidiano.it/2015...
- mu
[o forse si sentiva sicuro del clima di incontestabilità di ogni suo volere...] - “La norma l’ho fatta inserire io, ma avevo ricevuto rassicurazioni tecniche da avvocati e magistrati”. E’ la “confessione” di Matteo Renzi sulla legge salva-Berlusconi infilata di soppiatto nel testo attuativo della delega fiscale approvata in Consiglio dei ministri il 24 dicembre, giusto alla Vigilia di Natale. Le parole del premier sono riportate oggi da Il Fatto Quotidiano e da altre testate, dopo che ieri si era scatenata la “caccia” al responsabile dell’inserimento di una norma che, stabilendo delle soglie minime di punibilità per il reato di frode fiscale, cifre alla mano avrebbe cancellato la condanna subita dal leader di Forza Italia. Consentendogli, in prospettiva, di riconquistare la candidabilità negata dalla legge Severino proprio in seguito a quella condanna.
Quel che era emerso da subito, confermato da più fonti, è che le modifiche sono state inserite negli uffici della Presidenza del Consiglio, e non in quelli del Ministero dell’Economia, responsabile di una prima stesura dove la salva-Berlusconi e altre norme pro-evasori non figuravano. Renzi, scrive il Messaggero, si assume la responsabilità in toto: “Ne abbiamo parlato in cdm dove abbiamo riscritto alcune norme, molte inasprite, altre rese più light, poi lo abbiamo riletto articolo per articolo io e Padoan”. Il premier, però rifiuta le “dietrologie” su un intervento che molti hanno inquadrato nel celebre “patto del Nazareno”. E anche il ministro Padoan difende la bontà del provvedimento che allenterebbe la presa sui “comportamenti di minore rilievo” – si legge sul Corriere della Sera – senza rinunciare a colpire i “bravi a evadere”. (...)
- Sei Dee già Pulp
ho proprio bisogno di sentire lezioni sui valori ispiratori da parte di chi ha dichiarato che vuole il carcere solo per rinchiudere i suoi nemici di classe
- thomas morton ☢
Io ho parlato di efficacia deterrente del carcere su chi non vive in condizione di emarginazione. Efficacia che è chiaramente maggiore (e ho spiegato perché). Le pene alternative per chi vive in condizione di emarginazione sociale servono appunto a portare fuori da quella condizione chi si trova (o arriva per la prima volta) a delinquere: servono insomma a non farne un delinquente abituale. La mancata sanzione penale verso determinati comportamenti (es. il falso in bilancio e l'evasione fiscale) a chi e a cosa servono, invece?
- Sei Dee già Pulp
a dirne una far avere più soldi allo stato visto che le pene pecuniarie sono raddoppiate (e si riducono ovviamente quelle dei processi)
- thomas morton ☢
Stiamo parlando di deterrenza: per uno che fa soldi non pagando le tasse è più efficace una sanzione pecuniaria o il combinato disposto di sanzione pecuniaria e pena detentiva? Secondo me, pure tu e tutto il fan club ex berlusconiano, riuscite a rendervi conto di cosa si sta sostenendo, qui. Perché non dirlo apertamente? Noi le tasse non le vogliamo pagare. Punto.
- Sei Dee già Pulp
secondo me nessuna delle due, ma non si diceva che il carcere non rappresenta deterrenza?
- degra
La norma serve a Silvio per ricandidarsi. Se la ripropongono dopo che avrà finito i servizi sociali (fra pochi mesi), a lui andrà benissimo lo stesso. Avrà di nuovo la fedina penale pulita, potrà ricandidarsi e diventare eterno.
- utente scemo di ff
Io, quando parlo di liberalizzazione delle droghe, lo faccio perché il problema sociale è il traffico di sostanze illecite, i danni della dipendenza, i danni da assunzione di sostanze dannose perché alterate da chi ne fa commercio illecito. Io rivendico politicamente la libertà dell'individuo adulto di scegliere come procurarsi piacere responsabilmente e senza fare danni. Sanziono le condotte dannose, eventualmente (es. il mettersi alla guida in condizioni alterate). Vorrei capire solo se il nuovo corso del PD comporta la piena adesione anche alla teoria secondo cui le tasse sono sempre inutili ed è lecito fare tutto il possibile per non pagarle.
- Sei Dee già Pulp
Così verrà disinnescata la legge Severino.
- utente scemo di ff
Sono ambivalente su tutto questo. Per me la legge Severino è una buona cosa, ma per Berlusconi resto sul mio piano originario: pallottola d'argento, paletto nel cuore, decapitazione, sepoltura in terra sconsacrata, cappotto di cemento armato, nuclearizzazione dell'area, poi forse forse si potrà parlare di "abbandono della politica". Forse.
- Braga
Il PD di Renzi é il miglior "avversario" che Silvio potesse sperare di avere.
- utente scemo di ff
Eh, invece con il PD di Veltroni il nostro ha avuto da sudare…
- Braga
per quanto riguarda il nuovo corso del PD, penso che sia meglio chiedere direttamente a qualche dirigente del partito. però, a quanto avevo capito, l'idea non era che le tasse sono inutili ma che la tassazione si dovesse spostare progressivamente dal reddito da lavoro a quello da rendite o proprietà fondiarie. quindi non ci vedo proprio un invito all'evasione. oltretutto mi pare che si sia anche parlato di rimettere il reato di falso in bilancio, no?
- degra
"che poi voglio dire una cosa a difesa di renzi: quella norma è chiaro non l'abbia voluta lui. è troppo scaltrOHWAIT"
- Stefano Cobianchi
il reato di falso in bilancio non è mai stato abolito, degra. è stato solo parzialmente depenalizzato per le fattispecie meno gravi. un po' come si vuol fare ora per i reati fiscali, depenalizzando quelli meno gravi.
- apelle
Mi sembra una ottima cosa. Così si decongestionano le carceri che ora straripano di evasori e frodatori.
- utente scemo di ff
sì, intendevo ripenalizzare, ma non so se si dice così :)
- degra
Il commento di phastidio http://phastidio.net/2015... (anche a me il 3% sembrava un'enormità)
- Guiseppe
(eh).
- Sei Dee già Pulp
[adesso leggiamo assieme con attenzione la riflessione di Vincenzo Visco sulla vicenda] - (...) al di là delle polemiche, sembra utile ragionare sulla ratio del provvedimento e sulle sue possibili conseguenze economiche. Secondo la teoria di base sull’evasione fiscale, l’entità e la certezza delle pene rappresentano un importante, anzi irrinunciabile, elemento di deterrenza nei confronti dei potenziali evasori. Se la sanzione, anziché solo pecuniaria, è anche penale e detentiva, l’effetto di deterrenza è ovviamente maggiore.
Nella situazione italiana attuale la percezione del cittadino comune nei confronti della normativa penale tributaria non è certo quella di un eccesso di severità; i detenuti per evasione fiscale (se esistono) non sono certo tanti da contribuire all’affollamento delle carceri. Quindi, l’attesa del cittadino comune non appare certo a favore di una generale depenalizzazione. È vero che in un paese ad alto tasso di illegalità fiscale bisogna evitare il rischio di ingolfare i tribunali con decine di migliaia di processi per evasione fiscale anche di modeste dimensioni, ma a questo fine è sufficiente prevedere limiti di punibilità adeguati e differenziati in base alla gravità del comportamento.
Comunque, è evidente che in questa materia sarebbe auspicabile una certa severità che, a rigor di logica, non dovrebbe essere inferiore a quella che si applica in altri paesi.
- Sei Dee già Pulp
[incredibile, vero? Visco immagina un cittadino comune che si aspetta e chiede maggiore severità in materia... Che uomo vecchio e slegato dalla realtà moderna, veloce e vincente del Paese...]
- Sei Dee già Pulp
[altro passaggio molto interessante] - DEPENALIZZAZIONE GENERALIZZATA
Il decreto nella formulazione uscita dal Consiglio dei ministri prevede invece una generale depenalizzazione di tutti i reati tributari.
La prima questione che viene affrontata è quella del cosiddetto abuso del diritto, cioè dell’elusione fiscale, che viene totalmente depenalizzato (e a furor di popolo!). Se si guarda ai modelli degli economisti, in verità non è possibile riscontrare una differenza analitica tra evasione ed elusione fiscale: in ambedue i casi il contribuente evita di pagare le imposte dovute o violando direttamente la legge o schivandone sapientemente l’applicabilità. La sostanza non cambia; e infatti, non a caso, l’elusione viene definita “l’evasione dei ricchi”.
Naturalmente da un punto di vista giuridico si può sostenere che l’evasione è illegale e l’elusione no, ma questo è proprio l’argomento utilizzato dalle grandi multinazionali di internet nelle audizioni presso il Congresso americano per giustificare il fatto di non pagare praticamente imposte: “noi facciamo quello che le leggi dei diversi paesi ci consentono.”. Vi è quindi una certa contraddizione tra la decisione di depenalizzare tali comportamenti e al tempo stesso sostenere gli sforzi dell’Ocse e del G20 per venire a capo dell’elusione fiscale internazionale.
- Sei Dee già Pulp
[la sostanza del provvedimento governativo e la sua filosofia ispiratrice] - LE MISURE DISCUTIBILI
Ma al di là dell’abuso del diritto che si esprime compiutamente nella eliminazione della “falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie” come fattispecie di reato, vi sono numerose altre misure inquietanti nel decreto:
1) Viene introdotto il limite di 1000 euro per la punibilità del reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false o simili, come se da un punto di vista logico in una ipotesi del genere l’ammontare potesse avere una qualche rilevanza.
2) Si depenalizzano tutte le operazioni di simulazione, interposizione di persona (giuridica) e frodi finanziarie, mediante uso di derivati, strumenti finanziari ibridi, eccetera, richiedendo a questo fine che esse abbiano dato luogo “a flussi finanziari annotati nelle strutture contabili”. Cioè sempre. Si vanificano quindi gli effetti penali di molte operazioni poste in essere dalle banche negli anni passati.
3) Si alzano le soglie di non punibilità da 50 a150mila euro con finalità deflattive dei processi, ma depenalizzando di fatto evasioni fino a 3-400mila euro di base imponibile, il che sembra eccessivo.
4) Si stabilisce la non punibilità della dichiarazione di costi non inerenti alla attività dell’impresa, e cioè della pratica molto diffusa di imputare come costi consumi personali o familiari del contribuente.
5) Ci si dimentica di inserire tra i reati punibili l’ipotesi di omessa dichiarazione da parte dei sostituti di imposta.
6) Si introduce una franchigia del 3 per cento del reddito dichiarato (e analogo limite per l’Iva) per la punibilità di tutti i reati, vanificando l’intero sistema delle soglie di esclusione su cui è costruito il decreto che così diventano inutili e di fatto variabili in base al reddito dei contribuenti (maggior reddito, maggiore possibilità di evasione).
7) Si elimina la possibilità del raddoppio dei termini di accertamento per i casi di frode fiscale, con il rischio di una perdita di gettito immediata (e poi permanente) di molti miliardi in quanto verrebbero vanificati moltissimi accertamenti.
In sostanza, sembra che il decreto faccia proprio un sentimento fortemente radicato in alcuni strati (minoritari, ma influenti) della opinione pubblica in base al quale l’evasione fiscale può anche essere perseguita, ma comunque non può essere considerata un reato, e non può essere equiparata ai comportamenti lesivi della proprietà privata (furto, rapina, eccetera): la vittima è lo Stato, che diamine!
- Sei Dee già Pulp
[il penoso teatrino del rimpallo delle responsabilità e la reputazione che ne consegue in ambito internazionale, varando normative lassiste in materia] - IL RIMPALLO DI RESPONSABILITÀ
Infine, è inquietante il fatto che la responsabilità delle modifiche al testo originario preparato da una Commissione presieduta da Franco Gallo, rimbalzi tra il Tesoro e Palazzo Chigi. Il ministero responsabile della formulazione del provvedimento e della sua presentazione al Consiglio dei ministri è infatti quello dell’Economia e delle finanze (di concerto con la Giustizia). Se il testo uscito dal Consiglio dei ministri è stato modificato, delle due l’una: o il ministro dell’Economia era d’accordo, o (ipotesi più grave) né lui né i suoi collaboratori si sono accorti che il testo era stato cambiato.
In conclusione, speriamo che superato lo sconcerto attuale si possa tornare a una soluzione equilibrata. Infatti non va dimenticato che la reputazione del nostro paese e del nostro sistema economico all’estero non dipende soltanto dalla maggiore o minore flessibilità del mercato del lavoro, ma anche, e soprattutto, dal grado di legalità (o illegalità) prevalente nel sistema: evasione fiscale, corruzione, bilanci falsi, malavita organizzata rappresentano handicap molto gravi per l’Italia. Dare l’impressione di allentare le misure di controllo anziché inasprirle è molto pericoloso.
- Sei Dee già Pulp
- Che mazzata! Forse avevano ragione i Gufi quando avvertivano Renzi di guardarsi da se stesso! L’ordine di scuderia, caso risolto - ora parliamo d’altro, della buona scuola per esempio, e subito riunione ad hoc con tweet delle foto - non funziona granchè e oggi non c’è giornale che non contesti il fatto il decreto legislativo di Natale e, con esso, l’insipienza, l’arroganza, l’ignoranza o la furbizia che lo ha reso possibile. Repubblica,per la verità, prova a ridurre il danno: “Condono, la soglia scende all’1,5%. Padoan, non ci sono manine”. Ma Stefano Folli è costretto ad ammettere, “La partita del Colle ora si complica e il premier è più debole”. Come risulta da un’intervista a Romani (FI) che difende il condono e una a Cuperlo che invita il governo a modificare subito il decreto “per non alimentare sospetti”.
Il Corriere affonda con gusto Renzi e renzismo. Titolo: “Così hanno stravolto il decreto”. Parla l’ex presidente della Consulta Franco Gallo che aveva preparato (su richiesta del governo) delle norme per rendere il fisco “buono” con i contribuenti, ma che non aveva neppure immaginato - dice - una soglia di non punibilità per evasione e frode. Soglia che Luigi Ferrarella definisce “licenza a delinquere per il futuro, polizza d’assicurazione sulla dose socialmente accettabile di evasione fiscale: una sorta di preventivo, utile a garantire ai grandi contribuenti (imprese, banche, superprofessionisti) di poter pianificare a tavolino e calcolare al centesimo quanta fetta di evasione fiscale sarà loro consentito assaporare ogni anno”. Una vergogna anche senza regali a Berlusconi! Ciliegia sul gateau, Antonio Polito parla di “campanello d’allarme per il renzismo”. Perché s’è visto un governo che “non discute collegialmente”, “un eccesso di leggi delega che lasciano le mani dell’esecutivo troppo libere”,e il risultato disastroso della polemica contro gufi e “burocrati accusati di frenare”.
Libero, invece, svela “La vera storia del decreto Renzi-Berlusconi”. “Nel testo consegnato ai ministri - sostiene il giornale diretto da Belpietro- la depenalizzazione fiscale non c’era e in consiglio non è stata discussa: è stata inserita dopo dalla fedelissima ex capo dei vigili di Firenze, Manzione che aveva incontrato la Boschi”. Dunque un baratto. Purtroppo c’è stata la retromarcia, dunque “siano tutti ostaggio di un premier debole”. Sul Giornale, editoriale di Feltri: “Ne colpiscono milioni (di evasori?) per educarne uno”. Mentre il Fatto si fa raccontare da Coppi (grande avvocato del Caimano) che “Renzi usa il salva-Berlusconi per il Quirinale”. Cioè, per tenere Silvio sotto contratto. (...) --> https://www.facebook.com/notes...
- Sei Dee già Pulp
- Quando dico che questo governo è cialtrone e improvvisato ma soprattutto di destra, ha cioè una passione irrefrenabile per i ricchi e per l’ingiustizia, e non per i poveri e non dico per l’uguaglianza ma almeno per un po’ di redistribuzione della ricchezza, so quel che dico, e non c’è niente di ideologico in questa analisi, mentre tanta – anzi solo – ideologia c’è in Matteo Renzi e nei suoi boys (& girls), consiglieri maggiordomi con la schiena perennemente inclinata.
Bisogna capirlo – e spiegalo bene – il famoso decreto fiscale. Perché in quel decreto – proprio al di là di come sia andata, di chi e perché l’abbia scritto e al di là anche di Berlusconi – c’è davvero tutto. Tutto ciò che c’è da sapere e che non si può perdonare a questo governo.
Due casi classici.
Il primo. Sono un cittadino con un miliardo di euro di imponibile. Evado 25 milioni di euro. 25 milioni! Ma fa meno del 3%.
Il secondo. Sono un cittadino con un imponibile di 15mila euro (migliaia di partite Iva hanno questo livello di reddito, anche meno, con una tassazione reale che si aggira attorno al 73% del cosiddetto “lordo”). Evado 500 euro. 500 euro (poco più del 3%).
Ecco. Il secondo evasore, quello povero per essere chiari, quello che evade meno del costo di tre viaggi andata e ritorno Roma-Milano (506 euro sul Frecciarossa), commette un reato – secondo questo governo – infinitamente più grave del primo evasore.
Ora Renzi e il suo staff parlano di 1,5%, 1,8%, 2,%. Ma cosa cambia? Anzi, nella riconferma del principio c’è tutto – ancora una volta – ciò che c’è da sapere. L’ossessione di questo governo non è il lavoro, non sono i giovani, sono – lo ha detto Renzi oggi – “non penalizzare i grandi gruppi industriali”. Evadono milioni? Non vanno perseguiti ma tutelati. (...) --> http://paterlini.blogautore.es...
- Sei Dee già Pulp
finirà mai tutto ciò?
- utente scemo di ff