Sei Dee già Pulp

Cooperative politeiste non dogmatiche --> https://plus.google.com/115879946708164944187/about
[che si fa quando il Partito della Nazione cede consensi sia a destra che a sinistra?] Governo giù, #Renzi perde 10 punti. Scende il #Pd (36,3%) e vola la "Lega nazionale" http://www.repubblica.it/politic...
[si potrebbe iniziare a fare discorsi contro l'immigrazione, per esempio...] - La fiducia nel governo scivola al 43%, 13 punti in meno in un mese. Molto al di sotto della maggioranza degli elettori. Anche il gradimento personale del premier scende sensibilmente, di 10 punti. Ma Renzi rimane, nettamente, davanti a tutti, nelle preferenze degli elettori. Visto che supera di oltre 20 punti Matteo Salvini, segretario della Lega. Il più apprezzato, dopo di lui. Mentre tutti gli altri sono ancor più distanziati. Per primi, Maurizio Landini, segretario della Fiom, il sindacato metalmeccanico della Cgil. Figura di riferimento della “sinistra” critica. E Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia. Il calo di popolarità del premier e del governo, però, appare particolarmente significativo perché, a differenza di quanto si era osservato settembre, stavolta si riflette anche sul piano elettorale. Il Pd, infatti, nelle stime di voto, scivola dal 41% al 36,3%. Sempre molto, visto che, alle politiche, aveva raggiunto, al massimo, il 33%, nel 2008. E nel 2013 si era fermato al 25%. Ma si tratta, comunque, quasi 5 punti meno di un mese fa. Risalgono, invece, anche se di poco, Forza Italia, Sel, insieme alle formazioni della sinistra critica e i Centristi, mentre il M5S è stabile, intorno al 20%. Ma il vero progresso, in questa fase, è realizzato dalla Lega, che si avvicina all’11%. Proseguendo nella tendenza espansiva che dura ormai da mesi. E non accenna a rallentare. La Lega di Salvini: oggi è la vera “Destra Nazionale”. Pardon: la Ligue Nationale, per echeggiare le Front National di Marine Le Pen. Non per caso, d’altra parte, la “popolarità” di Salvini appare elevata anche nel Mezzogiorno (intorno al 30%). - Sei Dee già Pulp
vedi che non ti ho dato del grillino, ho paragonato l'assurdità della critica tua a quella di un grillino che obiettasse sulla democrazia interna degli altri partiti. che fatica - Elvis Presley
#Guevara: «Ai miei bambini Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto. Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue... - http://seideegiapulp.tumblr.com/post...
#FIOM Grande adesione allo #sciopero, enorme e pacifica manifestazione: il Governo non ha il consenso di chi lavora. (*) - http://www.fiom-cgil.it/web...
- Una manifestazione come quella di oggi a Milano non si vedeva da decine di anni. Mentre dal palco in piazza del Duomo iniziavano i primi interventi, la coda del composto e determinato corteo della Fiom non era ancora partita da Porta Venezia. Dietro allo striscione di apertura e alle parole “lavoro, legalità, uguaglianza, democrazia” Maurizio Landini, segretario generale della Fiom e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, insieme ai lavoratori migranti. A seguire, le decine migliaia di metalmeccanici, di precari e di studenti che dalle regioni del Centro e del Nord del paese hanno raggiunto Milano, con gli striscioni delle aziende e le bandiere della Fiom. Oltre alla straordinaria partecipazione al corteo va rilevata la grande adesione agli scioperi in tutti i territori coinvolti. Bastava uno sguardo a piazza del Duomo, la piazza milanese metalmeccanica per eccellenza, per avere ancora una volta una conferma: il governo di questo paese non ha il consenso di chi lavora e di chi un lavoro lo sta ancora cercando. Fiom-Cgil/Ufficio Stampa Milano, 14 novembre 2014 (*) Foto via: https://www.facebook.com/photo... - Sei Dee già Pulp
Do not go gentle into that good night - Dylan Thomas, 1951 - http://seideegiapulp.tumblr.com/post...
#TorSapienza #razzismo Assalto a un centro di accoglienza per minori non accompagnati in fuga da paesi in guerra... https://www.facebook.com/giu...
[non deve essere verosimile - sospensione dell'incredulità - deve essere bello e, per me, lo è stato: bellissimo, anzi!] Interstellar - http://www.mymovies.it/film...
E comunque è bello e non poi così inverosimile, ma il discorso sarebbe lungo. - Ubikindred
#Fassina: «I famosi #80euro, accompagnati dai tagli al welfare, riducono il potere d’acquisto delle famiglie». http://www.ilfoglio.it/articol...
- Il disegno di legge di stabilità in discussione alla Camera dei deputati è inadeguato a rianimare la nostra economia e a migliorare l’occupazione, dopo una caduta del pil di quasi 10 punti percentuali negli ultimi 7 anni e un triennio ininterrotto di recessione. E’ inadeguato per il 2015 e impossibile, come il cubo di Escher, per gli anni successivi. Il segno macroeconomico, come rilevato con diplomazia da Banca d’Italia e Istat, è restrittivo per due ordini di motivi. Innanzitutto, perché il deficit programmato per il 2015 è inferiore a quello previsto per il 2014: il 2,6 per cento versus il 3 per cento del pil, dopo il cedimento alle richieste ottuse della Commissione europea. Certo, il fiscal stance è meno restrittivo di quanto implicato dal bilancio a legislazione vigente, cosiddetto “tendenziale”, e di quanto richiesto dal fiscal compact, rottamato dalla deflazione. Ma il “tendenziale” è un esercizio astratto e fuorviante. Ad esempio, esclude dal 2015 il bonus Irpef e le risorse per programmi ricorrenti e fondamentali (come la Cassa integrazione in Deroga, il 5 per mille, le missioni internazionali). Rispetto al 2014, sottrae almeno un punto percentuale di pil, ossia circa 17 miliardi, dalla disponibilità di famiglie e imprese. Ma famiglie e imprese definiscono i loro comportamenti di spesa e di investimento in riferimento alle loro condizioni effettive, non al “tendenziale” o agli assurdi obiettivi di Bruxelles. Nel 2015, a causa del bilancio pubblico perdono 6-7 miliardi di euro rispetto al 2014. L’effetto recessivo della manovra si aggrava a causa della sua composizione: come oramai acclarato, il moltiplicatore della spesa è di gran lunga maggiore del moltiplicatore delle entrate, anche nei casi di spesa considerata improduttiva (valutazione quanto mai arbitraria), poiché si tratta comunque di redditi di persone o di imprese. Nel medio periodo, in condizioni di domanda effettiva adeguata, la riallocazione delle risorse, da impieghi improduttivi verso utilizzi produttivi, ha effetti virtuosi. Ma nel breve-medio periodo, a causa della carenza di domanda, vale il contrario. Comunque, data la dimensione dei tagli previsti dal 2015 alla spesa corrente, viene inevitabilmente colpita spesa produttiva, ossia servizi sociali fondamentali: dalla sanità, al trasporto pubblico locale, agli asili nido, alle mense scolastiche all’assistenza e al diritto allo studio. Nell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, Piero Fassino, Daniele Bosone e Sergio Chiamparino, non sospettabili di anti-renzismo, hanno definito all’unisono “insostenibili” i tagli contenuti nel Ddl Stabilità per comuni, province e regioni. Per evitarli, almeno in parte, dovrebbero aumentare imposte, tasse e tariffe già elevatissime. Se fossero realizzati, peserebbero negativamente sull’economia reale in misura largamente superiore al sostegno atteso dalle riduzioni di imposte, peraltro limitato alla luce dell’innalzamento della tassazione del Tfr e del risparmio a fini previdenziali. In sostanza, i famosi 80 euro, accompagnati dai tagli al welfare, riducono il potere d’acquisto delle famiglie e lo fanno per di più in modo regressivo, poiché il bonus Irpef esclude chi più ne avrebbe bisogno, mentre I tagli colpiscono proprio questi ultimi in misura maggiore rispetto a altri segmenti sociali. Le valutazioni si aggravano allungando lo sguardo al 2016 e 2017 dove i numeri sono davvero fantasiosi, poiché sono previsti prima 20 e poi 30 miliardi di aumenti di Iva e accise o di ulteriori tagli di spesa. Attenzione: non sono “clausole di salvaguardia”, come si vorrebbe far passare. Non svolgono funzione di supplenza in caso di malfunzionamento di misure primarie. Sono esse stesse misure primarie. In sintesi, il disegno di legge di stabilità del governo Renzi, come sottolinea Giorgio La Malfa, invece di agire a sostegno della variabile decisiva ai fini della ripresa, ossia la domanda effettiva, è concentrato sull’offerta, in linea con il paradigma neo-liberista dominante nell’euro-zona. La celebrata “sinistra finalmente moderna”, orientata e coperta dagli interessi più forti e dai media a loro seguito, propone come innovative ricette pre-keynesiane. Blairiana fuori tempo massimo, punta su un’impennata di investimenti privati affidati alla ritrovata “fiducia” degli “animal spirits” imprenditoriali, liberati dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, dall’Irap sul lavoro a tempo indeterminato e dalla contribuzione sociale per i neo-assunti a contratto standard. - Sei Dee già Pulp
[sul quadro europeo] - Che cosa si sarebbe dovuto fare? In primo luogo, si sarebbe dovuta impostare la presidenza dell’Unione europea all’insegna di un’operazione verità. Il punto politico non era e non è la flessibilità nell’applicazione delle regole date, da scambiare con interventi di ulteriore precarizzazione e svalutazione del lavoro. La flessibilità arrivava in ogni caso: non per generosa concessione, ma come inevitabile conseguenza della drammatica situazione e delle prospettive dell’euro-zona. Riforme strutturali progressive vanno portate avanti, ma senza subalternità culturale, come invece avviene per la Delega Lavoro. L’ operazione verità avrebbe dovuto evidenziare che la rotta di politica economica dell’euro-zona è insostenibile. Avremmo dovuto mettere sul tavolo non i pugni o le battute, ma l’analisi oramai condivisa anche da un fiume di pentiti economisti mainstream: senza radicali correzioni, il Titanic Europa va al naufragio. Sono patetici gli allarmi lanciati negli ultimi giorni dall’Ocse o dalla Bce, come se la deflazione fosse un temporale fuori stagione e non la prevedibile e prevista conseguenza della svalutazione del lavoro, caposaldo del mercantilismo liberista dominante nelle ricette dell’euro-zona. Le correzioni prioritarie sono note e urgenti: dal quantitative easing a un meccanismo di gestione dei debiti pubblici insostenibili (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, come minimo), all’innalzamento delle retribuzioni e della domanda interna nei paesi in surplus commerciale; dalla golden rule per gli investimenti produttivi, all’introduzione di standard sociali e ambientali per il trade extra-Ue, anche nel pericoloso Ttip (Trattato transatlantico di scambi e investimenti), alla regolazione dei movimenti di capitali speculativi. L’Italia avrebbe dovuto far venire fuori in modo inequivocabile le posizioni di ciascun governo e, di fronte a insuperabili divergenze politiche, indicare l’unica strada possibile per evitare il naufragio: il superamento cooperativo dell’euro. Ossia, una dis-integrazione ordinata verso uno degli approdi possibili: dal ripristino delle monete nazionali, a monete condivise da gruppi di Paesi omogenei, fino ai “due euro” presentati negli interessanti articoli di Marco Valerio Lo Prete. Invece, la nostra presidenza della Ue ha girato a vuoto per fermarsi a uno 0,2 per cento di sconto sull’aggiustamento strutturale, nonostante il capitale politico conquistato nelle elezioni del 25 maggio scorso. In linea con l’operazione verità a Bruxelles, il governo avrebbe dovuto impostare una legge di stabilità davvero espansiva. (...) - Sei Dee già Pulp
#Casarini (su #Salvini) «Si può essere istigatori dell’odio razziale in maniera democratica?» http://www.intelligonews.it/salvini...
(avevo letto Cesarini e mi tornava benissimo comunque) - Sabrina Briganti
RT @sensi_daniele: Quello che, ora, "tutti condannino la violenza o mi fermo" https://twitter.com/sensi_d...
Sbloccare i contratti del pubblico impiego innesca una dinamica di crescita salariale che... https://www.facebook.com/giu... https://twitter.com/seideeg...
♫ Top10 - Sick Tamburo http://spoti.fi/1Ef3LTq
#tg3 Investimento manifestanti diventa successivo ai danni subiti dall'auto di #Salvini... https://www.facebook.com/photo... https://twitter.com/seideeg...
beh mi pare che il video intero parli talmente tanto chiaro... - fewdayslate
Additare ai #media la violenza dei manifestanti dopo averne investiti un paio. Una storia... https://www.facebook.com/photo... https://twitter.com/seideeg...
E chi ha dato al funzionario l'ordine di caricare gli operai, se il ministro non è responsabile? (--> https://www.facebook.com/photo...) @angealfa
♫ Ballate Per Piccole Iene - Afterhours http://spoti.fi/YifNaj
[governo a rischio?] #Sacconi (a commento del voto comune #PD - #M5S): «Se la #maggioranza si divide su temi sensibili (*), è evidente che viene meno». (*) Lavoro, giustizia e unioni civili, in primis. - http://www.huffingtonpost.it/2014...
- Ha il sapore dell'ultimatum il messaggio lanciato dal capogruppo Ncd al Senato Maurizio Sacconi a L’Aria che tira: "Inaccettabile la maggioranza “spuria” Pd-M5S. Ci dicano immediatamente se è un evento destinato a ripetersi sui vari temi in agenda, dai diritti civili alla legge elettorale. Se si ripeterà, sarà il segnale per noi che la maggioranza di governo non esiste più, con tutte le conseguenze del caso", ha dichiarato Sacconi. "Se la maggioranza si divide su temi sensibili, è evidente che viene meno. Nel momento in cui deve affrontare riforme importanti, deve rivelarsi coesa. Altrimenti cade la maggioranza, è evidente - ribadisce - Non possiamo dividerci nemmeno su temi come le unioni civili. Sono temi che dobbiamo affrontare insieme, nel momento in cui sul lavoro non ci fosse la volontà di cambiamento e discontinuità, e la vedessimo contraddetta dagli atti di governo. Non sono possibili maggioranze variabili, nemmeno su temi istituzionali. Ciò che è accaduto in Commissione Giustizia dovrà rientrare". Il riferimento di Sacconi è al soccorso in Commissione Giustizia del Movimento 5 Stelle al Partito democratico su un emendamento sulla responsabilità civile delle toghe. Un "asse" che non era affatto piaciuto all'esponente del Partito di Angelino Alfano, tanto da indurlo a rassegnare le dimissioni da capogruppo. Dimissioni poi rientrate dopo la telefonata di Matteo Renzi: "Ho avuto un proficuo colloquio con il premier Matteo Renzi. Mi ha telefonato per garantire il suo impegno a che non si producano mai maggioranze diverse da quella che sostiene il governo, sulla giustizia come su ogni altro contenuto legislativo", aveva dichiarato Sacconi. Ma, dopo le parole, ora vuole vedere i fatti, sembra voler dire Sacconi a Renzi. - Sei Dee già Pulp
è un avvertimento al quale verrà risposto, almeno pubblicamente, "sticazzi" come a tutti gli altri. e saranno cazzi loro correre per non uscire dal governo ed evaporare all'istante. - degra
#MareNostrum non deve chiudere! - Lettera aperta di #Amnesty, #Msf e... http://marenostrum.amnesty.it/index... via
#Gaza Rapporto #Amnesty: «Uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi». Il rapporto, intitolato... https://www.facebook.com/giu...
- Il rapporto, intitolato "Famiglie sotto le macerie", analizza otto casi in cui, durante l'operazione Margine protettivo, le forze israeliane hanno attaccato senza preavviso abitazioni familiari, causando almeno 104 morti, tra cui 62 bambini. Il rapporto evidenzia uno schema di attacchi frequenti con bombe lanciate dagli aerei per radere al suolo abitazioni civili, in cui in alcuni casi sono rimaste uccise intere famiglie. "Le forze israeliane hanno ignorato sfacciatamente le leggi di guerra compiendo una serie di attacchi contro le abitazioni civili e mostrando una profonda indifferenza per le stragi causate" - ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di ‪#‎Amnesty‬ International. "Il nostro rapporto denuncia uno schema di attacchi contro le abitazioni civili da parte delle forze israeliane, con uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi, che non hanno avuto alcun preavviso e alcuna possibilità di fuga" - ha proseguito Luther. Il rapporto di Amnesty International contiene numerose testimonianze di sopravvissuti che hanno descritto l'orrore di scavare tra la polvere e le macerie delle loro case distrutte, alla ricerca dei corpi dei bambini e degli altri parenti.In alcuni dei casi documentati nel rapporto, Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari. Tuttavia, la devastazione di vite e proprietà personali è stata in tutti i casi sproporzionata rispetto al vantaggio militare ottenuto con gli attacchi. "L'eventuale presenza di un combattente in una delle abitazioni private colpite non avrebbe assolto Israele dall'obbligo di prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere le vite dei civili intrappolati nei combattimenti. Gli attacchi ripetuti e sproporzionati contro le abitazioni dimostrano che le attuali strategie militari israeliane sono profondamente viziate e fondamentalmente in contrasto coi principi del diritto internazionale umanitario" - ha commentato Luther. Nel più sanguinoso degli attacchi documentati nel rapporto, contro il palazzo al-Dali, un edificio di tre piani di Khan Yunis, sono morte 36 persone - tra cui 18 bambini - appartenenti a quattro famiglie. Israele non ha spiegato le ragioni dell'attacco ma Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari all'interno dell'edificio. Il secondo peggiore attacco è stato contro un membro delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che si trovava all'esterno dell'abitazione della famiglia Abu Jame', nei pressi di Khan Yunis. L'attacco ha raso al suolo l'edificio uccidendo 25 civili, tra cui 19 bambini. A prescindere dall'obiettivo che si voleva colpire, in entrambi i casi si è trattato di attacchi enormemente sproporzionati. Secondo il diritto internazionale umanitario, quando divenne evidente che negli edifici si trovava un gran numero di civili, ciascun attacco avrebbe dovuto essere cancellato o rinviato.Le autorità israeliane non hanno fornito alcuna giustificazione per questi attacchi. In alcuni dei casi menzionati nel rapporto, Amnesty International non è riuscita a identificare alcun possibile obiettivo militare, giungendo alla conclusione che si sia trattato di attacchi diretti e deliberati contro civili od obiettivi civili, che costituirebbero crimini di guerra. (...) - Sei Dee già Pulp
♫ Festa Mesta - Marlene Kuntz http://spoti.fi/13G0cch
♫ Sonica - Marlene Kuntz http://spoti.fi/Wtn722
♫ Nuotando Nell'Aria - Marlene Kuntz http://spoti.fi/15BvnqC
Vent'anni! - Sei Dee già Pulp
RT @AlRobecchi: Alessandro Robecchi per #IlFattoQuotidiano Evviva, è tornato il "gomblotto"! Grazie, Renzi, ci mancava tanto http://www.alessandrorobecchi.it/index...
- Di tutti i tratti del berlusconismo che Matteo Renzi portava in sé ne mancava uno: il vittimismo, e di questo ogni giorno ringraziavamo il Signore. Purtroppo dall’altro ieri – il celebre discorso bresciano agli industriali – questa lacuna è stata colmata e abbiamo appreso dalla viva voce del Premier che se le cose non procedono fluide su un tappeto di rose tra due ali di folla festante è perché esiste un “disegno” per spaccare l’Italia e il mondo del lavoro. Da un lato gli industriali che gli battono le mani, dall’altro i lavoratori un filino inviperiti, un filino manganellati e un filino disperati. In effetti una spaccatura c’è. Ora, naturalmente, il complotto è una componente fissa della vita politica italiana, una specie di variabile indipendente, e serve essenzialmente a una cosa: a giustificarsi in casi di difficoltà. Chi partecipi al complotto per dividere il paese è difficile dire. Fiom e Cgil, ovvio, quei cattivi. Poi, forse, l’Istat, che periodicamente butta secchiate di acqua gelata sull’ottimismo sfrenato del Premier. Poi forse Bankitalia, che dice che il Tfr in busta paga è una bella pensata, sempre se non vi interessa un giorno prendere una pensione decente. Ci metterei anche il Pil, quel bastardo, che non vuole crescere. E magari ci metterei gli studenti, quelli che il governo vuole “ascoltare”, ma appena si fanno sentire vengono trattati come minus habens che scendono in piazza per saltare l’ora di latino (una cosa, questa, così innovativa che la sento dire da quando andavo all’asilo). E persino i malati di Sla, quelli che andavano di moda quest’estate quando volavano secchiate gelide di propaganda e sono passati di moda in autunno, quando si è deciso di tagliare 100 milioni per la loro assistenza. Insomma, se c’è un disegno contro Matteuccio nostro, diciamolo, i disegnatori sono davvero parecchi. Oppure c’è un disegnatore solo, che è la realtà dei fatti. E per quanto l’ottimismo, il sorriso, la sicurezza di sé siano belle cose, non si è mai visto al mondo che vincessero contro la realtà. (...) - Sei Dee già Pulp
mentre parlare ogni giorno di poteri forti, banche, ecc. non è per niente complottismo. certo. - degra
RT @RaiBallaro: Ilaria Cucchi: "Io e la mia famiglia abbiamo vinto perché ora tutti hanno capito come è morto mio fratello e tutti sono indignati" #Ballarò
#Ballarò Il governo non tratta col sindacato. Disse il premier ("di sinistra") acclamato da Confindustria. #teleRenzi https://www.facebook.com/giu...
#Ballarò Nuova conduzione, ennesima intervista esclusiva al presidente del consiglio Matteo Renzi. #teleRenzi
giannini irritante però. - yespa
L'intervista con la Cucchi ha una marcia in più. Lei è davvero intensa e composta nel raccontare il suo dolore. - Sei Dee già Pulp
“Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.” - Friedrich Nietzsche http://seideegiapulp.tumblr.com/post...
Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza. - http://seideegiapulp.tumblr.com/post...
RT @Wu_Ming_Foundt: Questo di @matteorenzi è un tweet disastroso: sbagliati il framing, le parole, le immagini che restano: RENZI - POTERI FORTI - PAURA.
[forse la cosa più bella che ho letto sul caso #Cucchi] Bastava fare "due" con la mano a Stefano - http://aciribiceci.com/2014...
- Nel 1987 a Siracusa c’era la questione del casco. Era diventato obbligatorio, quindi trovavi posti di blocco ovunque: della polizia, dei carabinieri, qualche volta anche dei finanzieri. In certi quartieri e in certe scuole di Siracusa, nel 1987 (ma un po’ pure adesso) se qualcuno ti diceva sbirro, finanziere ma soprattutto carabiniere era proprio un insulto, di quelli gravi, tipo figlio di buttana: cioè o era una cosa che ti dicevano gli amici tuoi più stretti, proprio per ridere, oppure significava che chi te l’aveva detto voleva farla finire a legnate, dovevi partire con le botte, combattere per salvare l’onore. In certi altri quartieri e in certe altre scuole, tipo la mia, questo fatto di dirsi sbirro o carabiniere invece era più che altro una pantomima, uno scimmiottamento: cioè in un certo senso ce lo dicevamo tra di noi per fare i torpi, cioè i grezzi, cioè per imitare, un po’ deridendoli, quelli un po’ malacarni che si dicevano seriamente sbirro e carabiniere l’un l’altro per offendersi. A volte capitava che questa sottigliezza sfuggisse, oppure che venisse volutamente equivocata, così da essere utilizzata come pretesto: magari quello che ti aveva dato del carabiniere per scherzo ti stava antipatico per chissà quali motivi, e allora fingevi di non avere colto l’ironia e ne approfittavi per farla finire a legnate lo stesso. A quel punto, chi si trovava ad assistere all’aggressione in qualche modo la legittimava: be’, però gli ha detto carabiniere, non è che se la poteva tenere così. Quindi insomma, anche in scuole e quartieri tipo il mio, non era mai chiarissimo se questo termine fosse un insulto per davvero o solo per finta: si rimaneva sul vago, un po’ era per ridere e un po’ poteva diventare una cosa seria. In certi altri quartieri e in certe altre scuole invece c’era più certezza: questo fatto che non eri sbirro e non eri carabiniere si doveva vedere bene, andava dimostrato a tutti, in vari modi e con vari atteggiamenti. Uno era non mettersi il casco. Il casco, per la verità, non se lo metteva nessuno, in nessuna scuola e in nessun quartiere, un po’ per la storia (mai chiarita fino in fondo) che non bisognava essere né sbirri né carabinieri, e un po’ perché all’epoca c’era un problema molto sentito: il gel. Senza gel non usciva di casa nessuno, e col gel mettersi il casco era una tragedia. Però c’erano questi cavolo di posti di blocco degli sbirri, dei carabinieri e pure dei finanzieri un po’ ovunque, e non si poteva rischiare di farsi sequestrare il motorino. Allora, per la paura di restare a piedi, il casco te lo portavi dietro, senza metterlo: lo infilavi sul braccio destro, il lato dell’acceleratore, così se ti accorgervi di un posto di blocco, in un attimo te lo potevi infilare in testa. Accorgersi del posto di blocco era piuttosto semplice, perché tra i possessori di motocicli era invalso un uso assai solidale: segnalarsi reciprocamente la presenza di sbirri, finanzieri e soprattutto carabinieri con un gesto della mano. Se incrociando un motociclista quello ti faceva il numero “due” con la mano significava che lungo quella strada c’erano i carabinieri: o ti mettevi il casco in testa o facevi inversione ed evitavi il posto di blocco. Tutti i ragazzi, di tutti i quartieri e di tutte le scuole, sapevano come interpretare questo gesto e quindi anche come regolarsi, e nessuno mancava mai di segnalare la presenza di carabinieri a propria volta. Nonostante questi accorgimenti, qualcuno veniva beccato lo stesso: i primi a passare da un certo incrocio, se la pattuglia era ben piazzata, non avevano scampo. L’unico modo per evitare il sequestro, a quel punto, era non fermarsi al posto di blocco e scappare. Lì la differenza tra scuole e quartieri si faceva molto più pronunciata: quasi mai i ragazzi che provenivano da ambienti difficili si fermavano ai posti di blocco. A fermarsi, senza nemmeno essere sfiorati dall’idea di ignorare la paletta, erano i ragazzi di scuole e quartieri come il mio. Ti ritrovavi così immobilizzato in mezzo alla strada, a dare documenti e spiegazioni, spesso per molto più tempo del dovuto, e subendo una serie di ramanzine, di solito molto aspre, che piano piano, con lo scorrere dei minuti diventavano prima reprimende, poi derisioni un po’ umilianti, e nei casi peggiori temevi potessero degenerare in scappellotti, o addirittura percosse. Insomma, più cominciavi ad avere paura che le cose si mettessero male, più i carabinieri solleticavano i tuoi timori, giocandoci con poco o molto sadismo, a seconda dei casi. Ricordo bene la volta che mi sequestrarono la vespa 50 Pk XL colore blu notte (aveva anche un grosso adesivo con la faccia imbronciata di Paperino sul bauletto destro), in piazza della Repubblica (oggi si chiama piazza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino), a due passi dal vecchio tribunale, allora in piena funzione. Uno dei tre poliziotti, mentre gli altri due mi cazziavano pesantemente per questo fatto del casco (mettendo la cosa in termini francamente assurdi, come se io avessi deciso di girare senza casco per deridere la loro autorità o svilire la loro funzione di controllo, quando per me era tutta una questione di gel) si allontanò di qualche metro ed esplose un colpo di pistola per terra, facendo saltare per aria uno o due cubetti di porfido. Pure i due che mi stavano cazziando fecero una faccia sconvolta, ma il terzo, quello che aveva sparato, si mise subito a ridere, disse qualcosa di divertente, e tutti e tre si godettero la mia espressione di paura e i miei sudori freddi. Mi ricordo anche che tornando a piedi verso casa, il casco infilato sul gomito destro, pensai che effettivamente dire a qualcuno sbirro o carabiniere era un insulto pesante, e non c’era bisogno di essere torpi o malacarni per offendersi se qualcuno lo diceva a te. Un’altra cosa che notavi sempre quando ti capitava di essere fermato a un posto di blocco erano proprio i torpi: non era tanto che non si fermassero loro, era più che altro che ai poliziotti e ai carabinieri e ai finanzieri non veniva neanche in mente di fargli vedere la paletta. Più le facce erano brutte, più gli si leggeva in faccia che non si sarebbero fermati, più si intuiva che avrebbero reagito all’ALT come a un’offesa personale, insomma più si capiva che erano delinquenti, più i carabinieri li ignoravano, lasciandoli passare. Non potrei dire sempre, ma posso dire spesso per averlo visto succedere in diverse occasioni, la paletta la esibivano a facce da scemotti, con la gommina sui capelli e gli adesivi di paperino imbronciato sul bauletto. Più volte mi è anche capitato di vedere coppie di malacarni passare a gran velocità, senza casco neppure sul gomito, con motorini così rumorosi che sembravano duemila di cilindrata, e sputare per terra con grande ostentazione due metri dopo o due metri prima del posto di blocco: fermarli sarebbe stato allo stesso tempo doveroso e impossibile. Finito il liceo, cioè l’età degli scioperi, delle fallimentari occupazioni scolastiche, dei cortei e delle manifestazioni di piazza in cui spesso si entra a contatto con le forze dell’ordine, l’idea che sbirro e carabiniere fossero brutte parole si era tradotta in un distinguo più preciso: per me, e per quelli un po’ fessacchiotti come me, era un insulto, ma non allo stesso modo e non con lo stesso significato che gli davano quegli altri, quelli che al posto di blocco non si fermavano e sputavano per terra. Per loro, carabiniere significava spione, nemico, ficcanaso. Per me e per i miei compagni di scuola invece significava più che altro uno debole coi forti e forte coi deboli. Non che mancassero esempi diversi, del tutto opposti a questo genere di comportamento vile (...) - Sei Dee già Pulp
bellissimo. - Nervo
Davvero. - Sei Dee già Pulp
#Pasolini: «Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso… Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e... - http://seideegiapulp.tumblr.com/post...