#Gaza Rapporto #Amnesty: «Uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi». Il rapporto, intitolato... https://www.facebook.com/giu...
Nov 5, 2014
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- Il rapporto, intitolato "Famiglie sotto le macerie", analizza otto casi in cui, durante l'operazione Margine protettivo, le forze israeliane hanno attaccato senza preavviso abitazioni familiari, causando almeno 104 morti, tra cui 62 bambini. Il rapporto evidenzia uno schema di attacchi frequenti con bombe lanciate dagli aerei per radere al suolo abitazioni civili, in cui in alcuni casi sono rimaste uccise intere famiglie.
"Le forze israeliane hanno ignorato sfacciatamente le leggi di guerra compiendo una serie di attacchi contro le abitazioni civili e mostrando una profonda indifferenza per le stragi causate" - ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di #Amnesty International.
"Il nostro rapporto denuncia uno schema di attacchi contro le abitazioni civili da parte delle forze israeliane, con uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi, che non hanno avuto alcun preavviso e alcuna possibilità di fuga" - ha proseguito Luther.
Il rapporto di Amnesty International contiene numerose testimonianze di sopravvissuti che hanno descritto l'orrore di scavare tra la polvere e le macerie delle loro case distrutte, alla ricerca dei corpi dei bambini e degli altri parenti.In alcuni dei casi documentati nel rapporto, Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari. Tuttavia, la devastazione di vite e proprietà personali è stata in tutti i casi sproporzionata rispetto al vantaggio militare ottenuto con gli attacchi.
"L'eventuale presenza di un combattente in una delle abitazioni private colpite non avrebbe assolto Israele dall'obbligo di prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere le vite dei civili intrappolati nei combattimenti. Gli attacchi ripetuti e sproporzionati contro le abitazioni dimostrano che le attuali strategie militari israeliane sono profondamente viziate e fondamentalmente in contrasto coi principi del diritto internazionale umanitario" - ha commentato Luther.
Nel più sanguinoso degli attacchi documentati nel rapporto, contro il palazzo al-Dali, un edificio di tre piani di Khan Yunis, sono morte 36 persone - tra cui 18 bambini - appartenenti a quattro famiglie. Israele non ha spiegato le ragioni dell'attacco ma Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari all'interno dell'edificio.
Il secondo peggiore attacco è stato contro un membro delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che si trovava all'esterno dell'abitazione della famiglia Abu Jame', nei pressi di Khan Yunis. L'attacco ha raso al suolo l'edificio uccidendo 25 civili, tra cui 19 bambini.
A prescindere dall'obiettivo che si voleva colpire, in entrambi i casi si è trattato di attacchi enormemente sproporzionati. Secondo il diritto internazionale umanitario, quando divenne evidente che negli edifici si trovava un gran numero di civili, ciascun attacco avrebbe dovuto essere cancellato o rinviato.Le autorità israeliane non hanno fornito alcuna giustificazione per questi attacchi. In alcuni dei casi menzionati nel rapporto, Amnesty International non è riuscita a identificare alcun possibile obiettivo militare, giungendo alla conclusione che si sia trattato di attacchi diretti e deliberati contro civili od obiettivi civili, che costituirebbero crimini di guerra. (...)
- Sei Dee già Pulp