l'avevo messa su una cassetta a una tizia e lei si era scritta il testo e lo aveva appeso sul suo frigo, poi sono andato a casa sua e l'ho visto e ci siamo baciati
- plus1gmtFBroberto.briozzo
Dopo l'iniezione di #precarietà della #Poletti, arriva il #JobsAct: delega in bianco al governo, sulla fiducia... Di dubbia costituzionalità e fosche prospettive per l'impianto complessivo di tutele dei lavoratori subordinati. - http://ilmanifesto.info/jobs-ac...
- (...) ciò che i media chiamano seconda parte del Jobs Act è, tecnicamente, un progetto di legge-delega (il n. 1428 del 14/04/2014 ) composto in tutto di sei articoli. Il più importante è l’art. 4 il quale affida al Governo una “delega in bianco” per riscrivere, in sostanza, l’intero diritto del lavoro, senza che i parlamentari, una volta approvata la delega sotto il solito ricatto del voto di fiducia, possano più dire una parola o esprimere un voto sul merito della nuova regolamentazione. L’esautorazione del Parlamento sta diventando un vero costume autocratico dell’era Renzi.
Sarà infatti solo il Governo, con i suoi “esperti” (tutti notoriamente di parte data datoriale) a scrivere i conseguenti decreti delegati che i parlamentari conosceranno solo a cose fatte.
E’ un programma quanto mai preoccupante per la nostra democrazia, ma riteniamo anche incostituzionale e proprio sulla incostituzionalità di siffatti decreti, derivanti da una delega in bianco, ci si deve soffermare prima ancora di qualche considerazione sui loro probabili contenuti. Ricordiamo che l’art.76 della Costituzione prevede che il Parlamento possa delegare il Governo ad emanare atti aventi forza di legge ordinaria (decreti legislativi), ma sulla base e con l’osservanza di “principi e criteri direttivi” fissati nella stessa legge-delega.
Normalmente si tratta di criteri piuttosto stringenti, proprio perché poi il Parlamento perde il controllo del processo legislativo, non per nulla anche la legge-delega n. 30/2001– meglio nota come legge Biagi– conteneva criteri direttivi molto dettagliati. Il progetto di legge-delega n.1428, invece, nel suo vero cuore, mirante al completo rifacimento del diritto del lavoro, che è l’art 4 lett. b, così configura la delega al Governo: «Redazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro semplificato, secondo quanto indicato nella lett.a», (ossia previa ricognizione e valutazione delle tipologie esistente).
Si vede bene che l’espressione «testo organico di disciplina dei rapporti» comprende tutto il diritto del lavoro dalla A alla Z, ovvero dalle assunzioni al licenziamento.
Si vede, altrettanto bene, che quella espressione designa, in termini quanto mai generali, l’oggetto della delega, ma non costituisce un insieme di criteri direttivi che, appunto, indichino in quale direzione le nuove regole si debbano sviluppare. Se ad es. in quella della conservazione della reintegra nel posto di lavoro, in caso di licenziamenti ingiustificati, o, invece, in quella di eliminarla o modificarla e lo stesso dicasi per il divieto di demansionamento e così per tanti altri istituti che compongono il diritto del lavoro. Sarebbe come se il Parlamento delegasse il Governo a regolare nuovamente le imposte dirette senza specificare ad es. se l’Iva vada mantenuta, diminuita o aumentata e su quali generi e similmente per le imposte di registro e di fabbricazione.
In verità in una legge-delega l’indicazione dell’oggetto non può mai mancare, ma se sta da sola come unica espressione di volontà del legislatore delegante, comporta che l ‘unico criterio direttivo per la normazione su quell’oggetto sarebbe il libero apprezzamento del Governo. Proprio un simile assetto è stato però dichiarato incostituzionale dalla sentenza della Corte Costituzionale 8/10/2007 n.340 secondo cui «il libero apprezzamento del legislatore delegato non può mai assurgere a principio o criterio direttivo, in quanto agli antipodi di una legislazione vincolata, quale è, per definizione, la legislazione su delega».
Per conseguenza l’incostituzionalità, per contrarietà all’art. 76 Cost., della legge-delega prevista dal Jobs Act si estenderebbe anche ai successivi decreti attuativi che potrebbero sistematicamente essere contestati e annullati.
Quanto infine ai possibili contenuti di quei decreti è difficile fare previsioni proprio perché è il progetto di legge-delega è in bianco, ma per chi è “del mestiere”, il riferimento contenuto nell’art. 4 lett b ad un testo unico “semplificato” costituisce un segnale inequivocabile.
I decreti legislativi dovrebbero recepire, più o meno, la proposta di un codice del lavoro notoriamente etichettato come “semplificato”, che è stato redatto in varie versioni da un noto giuslavorista e avvocato datoriale, al momento parlamentare di Scelta Civica, dopo esserlo stato del Pd.
Si tratta di un testo, che, a nostro giudizio, al di là di molte belle e vane parole contiene il peggio del peggio quanto a distruzione dei capisaldi di tutela dei lavoratori. Solo per fare alcuni es. l’abolizione, in primo luogo dell’art.18 dello Statuto, ma anche dell’art.13 con l’ammissione di patti di demansionamento e di trasferimenti di sede sotto minaccia di licenziamento; previsione di appalti di mera mano d’opera, ulteriore allargamento della precarietà e così via.
La domanda angosciosa è allora cosa stiano facendo, alla vigilia, di un simile disastro, le organizzazioni sindacali, il movimento 5 Stelle, la sinistra politica, compresa quella, se ancora esiste, del Partito democratico. (...)
- Sei Dee già Pulp
#Gaza Tregua di lunga durata dalle 17, ci sarebbe l'accordo. «Israele ha accettato le richieste della delegazione palestinese». - http://www.ilsole24ore.com/art...
- Dopo due mesi e più di duemila morti civili palestinesi, il nuovo ennesimo conflitto israelo-palestinese dovrebbe vedere una fine. Dopo i continui razzi del movimento radicale Hamas che dal 2007 controlla la Striscia di Gaza e l'operazione militare di aviazione e di terra decisa ad inizio luglio dall'esercito israeliano denominata Protective Edge, pare si sia raggiunto un accordo «permanente» al Cairo, mediatore l'Egitto.
Il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, annuncia «siamo vicini ad intese politiche in linea con le richieste del nostro popolo» per un cessate il fuoco. Poco più tardi un altro esponente di Hamas, Musa Abu Marzuk, in un messaggio sulla sua pagina Facebook, scrive: «I colloqui sono terminati, abbiamo raggiunto un accordo» per una tregua nella Striscia di Gaza. Secondo Abu Marzuk, l'accordo per una tregua stabile nell'enclave palestinese «è una vittoria della resistenza» ed «incarna la resistenza del nostro popolo». Stando a fonti palestinesi, citate dal Jerusalem Post, l'annuncio del cessate il fuoco sarà fatto stasera dal presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Mahmoud Abbas-Abu Mazen.
Si tratterebbe «di un accordo permanente» aveva detto a France Presse subito dopo pranzo un responsabile palestinese che ha voluto rimanere anonimo. «I negoziati hanno portato a un cessate il fuoco permanente, alla fine del blocco e a una garanzia che le richieste e le necessità di Gaza saranno accolte», ha detto il responsabile palestinese. Al momento non ci sono conferme dal parte di Israele.
Di tregua di lunga durata per Gaza che «sarà siglata nelle prossime ore» parla anche il dirigente della Jihad islamica Khaled al-Batsh alla radio al-Quds di Gaza: «Israele ha accettato le richieste della delegazione palestinese» dice. Sempre dalla Jihad islamica si apprende che la tregua israelo-palestinese entrerà in vigore alle 18 locali, le 17 in Italia. Un'ora dopo, alle 19, inizierà a Ramallah un discorso del presidente palestinese Abu Mazen.
Secondo informazioni diffusesi in ambienti giornalistici di Gaza, la tregua si baserà sulle intese raggiunte due anni fa al Cairo da Israele e Hamas al termine della operazione Colonna di nuvola. Nell'immediato saranno riaperti i valichi di Gaza e l'area di pesca per gli abitanti di Gaza tornerà ad essere di sei miglia marine. La zona di interdizione lungo la barriera di confine dovrebbe essere annullata. L'Egitto, secondo queste indiscrezioni, è disposto a riaprire il valico di Rafah con la Striscia, ma solo entro i limiti imposti dalla situazione di sicurezza nel Sinai, dove il suo esercito è impegnato in combattimenti contro gruppi estremisti islamici. Solo fra un mese - secondo queste indiscrezioni - inizieranno al Cairo i negoziati israelo-palestinesi su questioni più complesse, fra cui la richiesta palestinese di dotare la Striscia di un porto e di un aeroporto, e la richiesta israeliana di smilitarizzare Gaza.
- Sei Dee già Pulp
- Christina Yousef dedica questo #RemainBucketChallenge ai bambini e ai civili di Gaza, perché è così che si sentono sotto le bombe israeliane. E nomina tre persone: Mahmud Abbas, Barack Obama e Benjamin Netanyahu. Chissà se coglieranno la sfida. --> https://www.facebook.com/photo...
- Sei Dee già Pulp
Concordo con tutto ad eccezione della chiusura (ma l'ho già detto a Stefano). IMHO (e anche secondo altre persone) a questa prima provocazione servono altre attività per mantenere viva l'attenzione (gaza come altri casi) e bisogna trovare il modo di coinvolgere attivamente le persone. Diciamo che ora per la SLA è più facile
- Pierotaglia
- Wu Ming ha pubblicato ieri su Twitter 30 considerazioni, piuttosto interessanti e condivisibili, su quello che sta succedendo in Iraq. Le riprendiamo e le diffondiamo volentieri.
- Sei Dee già Pulp
io ingenuo pensavo che la notizia fosse che il governo, come citato persino nel pezzo, ha appena detto il contrario. per fortuna alle volte basta un "che vorrebbe a palazzo Chigi" inventato e oplà.
- bgeorg
20mila battute ca. su armi, guerre, nazionalismi, golpe, invasioni, resistenza, etc. diventano difesa dei terroristi. http://www.beppegrillo.it/2014...
penso la prima volta che mi ritrovo praticamente d'accordo con Di Battista
- Ciocci
Ma si può anche non essere d'accordo con alcune delle cose che ha scritto in quel post (io, per esempio, trovo sbagliato l'accostamento tra resistenza attuata con tecniche di guerriglia e Isis, perché il quest'ultimo è un esercito in fase di espansione territoriale). Solo che se vuoi criticarlo col titolo a effetto, fallo almeno cercando di cogliere il senso del discorso. E il senso del discorso qui era: "siamo sicuri che l'avanzata dell'Isis si arresti armando i curdi?"
- Sei Dee già Pulp
- (...) On Thursday, Mr. Zanoli, 91, whose father died in a Nazi camp, went to the Israeli Embassy in The Hague and returned a medal he received honoring him as one of the Righteous Among the Nations — non-Jews honored by Israel for saving Jews during the Holocaust. In an anguished letter to the Israeli ambassador to the Netherlands, he described the terrible price his family had paid for opposing Nazi tyranny.
“My sister lost her husband, who was executed in the dunes of The Hague for his involvement in the resistance,” he wrote. “My brother lost his Jewish fiancée who was deported, never to return.”
Mr. Zanoli continued, “Against this background, it is particularly shocking and tragic that today, four generations on, our family is faced with the murder of our kin in Gaza. Murder carried out by the State of Israel.” (...)
- Sei Dee già Pulp
RT @GiulioMarcon1: Da settembre l'Eurostat (e l'Istat) includerà l'economia illegale e i programmi di riarmo nel calcolo del PIL. Inaccettabile presa in giro.
Landini: «Tutte le modifiche finora portate all'articolo 18 non hanno creato un solo posto di lavoro, hanno semplicemente aumentato i licenziamenti.
(...) il mito della libertà di licenziamento, fa parte dei vecchi strumenti ideologici che hanno prodotto un buco nell'acqua. Inviterei Renzi a cambiare verso e a rottamare quelle ideologie fallimentari».
Renzi (*): «Credo che l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno sia una discussione ideologica. Abbiamo bisogno di trovare posti di lavoro e faremo di tutto perché questo avvenga, riscrivendo tutti insieme nella delega lo Statuto dei lavoratori che credo abbia bisogno di futuro e non soltanto di passato». (*) http://www.adnkronos.com/...... Due semplici appunti per il Leader Supremo: 1) non crei occupazione riscrivendo le regole; 2) se invece vuoi estendere le regole a chi non le ha per ragioni di giustizia sociale, dovresti spiegare come, visto che i tuoi 'compagni' di governo la pensano esattamente all'opposto sul punto.
- Sei Dee già Pulp
- Con le sue denunce, fatte con le lacrime agli occhi davanti alle telecamere, è diventata il volto e la voce della minoranza Yazidi, perseguitata dai miliziani jihadisti dello Stato islamico (Isis). Oggi la deputata irachena Vian Dakhil, appartente alla stessa comunità è rimasta ferita quando l'elicottero dell'esercito su cui viaggiava per portare aiuto ai profughi nella regione di Sinjar è precipitato. A darne notizia è stato il generale Kassim Atta, portavoce del comando delle forze armate, che ha parlato di un incidente dovuto ad "un guasto tecnico".
Secondo le prime informazioni, il pilota è morto, mentre molti passeggeri sono rimasti feriti: tra questi, oltre alla deputata, vi erano diversi giornalisti, alcuni profughi Yazidi e il figlio di Fadhil Mirany, un dirigente del Partito democratico del Kurdistan (Pdk). I feriti sono stati evacuati verso la regione autonoma del Kurdistan, ma sulle loro condizioni non sono stati forniti particolari. Vian Dakhil è conosciuta ai media internazionali per avere denunciato nei giorni scorsi le violenze subite dalle decine di migliaia di Yazidi costretti a fuggire dalla città di Sinjar, conquistata dallo Stato islamico (Isis). Tra gli episodi di cui ha parlato, l'uccisione di almeno 500 membri della comunità e il sequestro di altrettante donne, a rischio di essere ridotte a schiave sessuali. Il ministero per i Diritti umani di Baghdad ha confermato l'uccisione dei 500 Yazidi, affermando che, secondo informazioni ricevute dai profughi, sarebbero stati sepolti in fosse comuni intorno a Sinjar, e alcuni di loro, tra cui donne e bambini, quando erano ancora vivi. (...) --> http://www.huffingtonpost.it/2014...
- Sei Dee già Pulp
Il succo del tuo ragionamento mi è chiarissimo: meglio un lavoro duro e onesto che un lavoro facile disonesto. Ma quando ci sono contesti sociali in cui è la stessa struttura che dà lavoro a muoversi nell'illegalità, come fai a dire che quello dell'organizzazione è solo un problema penale? È oggettivamente anche un problema politico. Non stiamo parlando del truffatore che lavora in proprio: stiamo parlando di truffe che nascono in un contesto di impresa (formalmente) regolare. Anche nei cantieri, con tutta l'onestà di questo mondo, quando ti mettono a costruire un immobile abusivo, il manovale sa che o esegue o resta senza lavoro e senza paga. Sarebbe compito dello Stato offrire ai cittadini onesti un sussidio universale immediato per far fronte ai casi di disoccupazione involontaria. Solo in un contesto del genere io condividerei la tua impostazione.
- Sei Dee già Pulp