[e pure al porta a porta] Utenti, attenzione a quelle telefonate: raccolta dati per attivare contratti non richiesti. http://www.federcontribuentinazionale.it/blog...
Aug 12, 2014
from
Già.
- Sei Dee già Pulp
grazie davvero della segnalazione.
- Haukr
Porta a porta mi è capitato. Mi aveva chiesto qualche dato "per poterle fare inviare una offerta" poi mi ha messo davanti un foglio da firmare. Gli ho detto che quello era un contratto e ovviamente non firmavo un bel niente. "Ma no, non è un contratto, è solo una richiesta di contatto!". C'era scritto, in alto "Contratto". Ma chissà quanti non ci fanno caso, a quella scrittina.
- Sphera
Già ne parlammo tempo fa, se non ricordo male, ma la frequenza di episodi del genere purtroppo evidenzia che questo tipo di (diciamo così) tecniche di vendita non è legato al singolo operatore disonesto, ma verosimilmente segue direttive elaborate ad hoc.
- Sei Dee già Pulp
"singolo operatore" che, di fronte al bivio "vado a fare il cameriere/facchino/lavapiatti/corriere o vado a truffare gli anziani" trova la seconda scelta più easy e meno faticosa.
- DiegoGhi
Continuo a pensare che le responsabilità su determinate pratiche commerciali siano ascrivibili in primis a chi esercita male il suo potere direttivo e di controllo. E forse lo esercita male perché trova che tali pratiche siano più remunerative di quelle svolte secondo correttezza. Forse, eh! ;)
- Sei Dee già Pulp
"eseguivo gli ordini" continua ad andare di gran moda, quindi.
- DiegoGhi
No. Si apprezza chi lavora onestamente e si condannano i disonesti senza far finta che le responsabilità degli esecutori, in un disegno organizzativo, contino più di chi ha elaborato il disegno truffaldino e ne raccoglie i frutti. Prendersela solo con i lavoratori insomma è un po' la stessa filosofia di quel ministro dell'Interno che per fare la lotta alle merci contraffatte pensa che si debbano combattere innanzi tutto i venditori ambulanti.
- Sei Dee già Pulp
paragone totalmente a minchia, a mio parere. Perchè un giovane discretamente scolarizzato dovrebbe distinguere tra "mi stanno mandando a vendere contratti" e "mi sto rendendo complice di una truffa". Mentre se domani sparissero per incanto tutte le merci contraffatte, non è che il mio amico senegalese può decidere di andare a lavorare da Zara.
- DiegoGhi
Io non me la prendo "solo coi lavoratori". Me la prendo con quella tipologia di lavoratori che, invece di rovesciare la scrivania e dire al committente "a truffare le vecchie ci vai te, per me è più dignitoso fare il cameriere", spengono il senso critico e si adeguano alla situazione.
- DiegoGhi
io faccio già fatica a chiamarli "lavoratori", pensa un po'...
- DiegoGhi
Continuo a non capire perché non dici mezza parola su chi organizza queste truffe e lucra sul ricatto occupazionale. Il mio esempio si basa sulla stessa identica ratio: sia l'amico senza permesso di soggiorno sia il lavoratore che si presta a realizzare la truffa sono strumento di un disegno criminale più grande e, al momento, nessuna delle due categorie ha tutte queste alternative. p.s. Questi contratti sono tutti nulli (per quelli telefonici sono le stesse registrazioni a provarne l'invalidità). Sarebbe interesse primario delle strutture organizzative avere transazioni svolte secondo correttezza. #Einvece...
- Sei Dee già Pulp
quello di chi le truffe le organizza è un problema giudiziario e non politico, nel senso che li incriminerei tutti per truffa senza farmi troppe seghe mentali. Il problema politico, invece, sta nella seconda parte del tuo ragionamento: fino a che punto la mancanza di lavoro può spingerti ad accettare un'occupazione quantomeno borderline, se non espressamente illegale? E ancora: fino a che punto sei disposto ad arrivare per fingere di avere un'occupazione nel terziario? Se ritieni che sia sufficiente metterti le scarpe a punta e la cravatta col nodo spesso per diventare "un impiegato", quando in realtà sei solo un poveraccio che va in giro a vendere contratti Sorgenia, allora hai un problema, perchè il manovale che sta camminando sui ponteggi davanti a casa mia ha 1000 volte più dignità di te.
- DiegoGhi
Il succo del tuo ragionamento mi è chiarissimo: meglio un lavoro duro e onesto che un lavoro facile disonesto. Ma quando ci sono contesti sociali in cui è la stessa struttura che dà lavoro a muoversi nell'illegalità, come fai a dire che quello dell'organizzazione è solo un problema penale? È oggettivamente anche un problema politico. Non stiamo parlando del truffatore che lavora in proprio: stiamo parlando di truffe che nascono in un contesto di impresa (formalmente) regolare. Anche nei cantieri, con tutta l'onestà di questo mondo, quando ti mettono a costruire un immobile abusivo, il manovale sa che o esegue o resta senza lavoro e senza paga. Sarebbe compito dello Stato offrire ai cittadini onesti un sussidio universale immediato per far fronte ai casi di disoccupazione involontaria. Solo in un contesto del genere io condividerei la tua impostazione.
- Sei Dee già Pulp