"Mentre percorro in taxi la strada dall’aeroporto al centro di Istanbul, mi guardo intorno e vedo Casalecchio di Reno; o i palazzoni del Pilastro; ma anche certi svincoli più desolati dell’asse attrezzato. Poi allo smilzo tassista in giacca traslucida grigia suona il cellulare e dentro la macchina ecco “Lasciatemi cantaaaare, sono un italiano” [...]"
- Gaia
Anche a noi avevano messo "Sono un italiano" di Cutugno nel profondo sud. Pare in Turchia ci rappresenti più che "Volare".Quanto al the, lo detestavo, lo odiavo: bollente, forte e refrattario allo zucchero (io che lo zucchero nemmeno lo metto di solito nel the). Mi affascinavano le zollette a parallelepipedo, correlativo oggettivo dei miei ricordi d'infanzia.
- Stefania Cabitza
a me piaceva quel the lì. mi piaceva il bicchierino di vetro, più che altro, ora che ci penso.
- Gaia
Mi indisponeva anche l'assenza del bicchiere di plastica (a parte il the offerto dal benzinaio direttamente sull'autobus alle 6.30 di mattina).
- Stefania Cabitza
“C’è in lei una specie di cielo, un’acqua di naufragio, un volo, dove giustifica e perdona tutta la vita mascalzona”. - http://ripostiglio.tumblr.com/post...
"Le gite son fatte un po’ così, che guardi i paesaggi scorrere fuori rapidi e poi ascolti le canzoni dividendo in due le cuffiette dell’ipod. Ti viene in mente quando ancora avevi le cassette che giravano nel walkman ed era il tempo dei Duran e degli Spandau e tu speravi sempre che Through the barricades arrivasse al momento giusto del giorno, del viaggio, della fila dell’autobus. [...]"
- Gaia
Persino per me che ci vivo Pistoia è una di quelle pagine dei libri per bambini con le forme tridimensionali degli oggetti e gli edifici sbilenchi. Pistoia è tutta lì in quella pagina, fai un passo ed è già finita, torni in mezzo alla pagina e quella meravigliosa piazza ti risucchia, ti comprime, a tal punto è piccina piccina e dechiricamente silenziosa e opprimente.
- Stefania Cabitza
Ho realizzato che Jessie mi ricorda moltissimo Willie Aames, il Tommy della famiglia Bradford, che ho adorato e di cui ero follemente innamorata da piccina.
- Stefania Cabitza
"Non so dire quando abbia preso ad amare il parchetto fuori di scuola. Forse addirittura due anni fa, nei miei arrivi con gli occhi pesti e le notti insonni sulle spalle. [...]"
- Gaia