La rigidità del mercato del #lavoro italiano? Una leggenda nata da un errore #Ocse. La protezione dei lavoratori, #art18 incluso... - http://www.huffingtonpost.it/2014...
Sep 25, 2014
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- (...) L'errore dell'Ocse risale agli anni '90, quando per sbaglio i ricercatori considerarono il trattamento di fine rapporto (tfr), istituto riconosciuto anche in tutti gli altri ordinamenti, come una sorta di indennizzo per il licenziamento. Questa svista fece sballare tutti i calcoli, motivo per cui l'indice di rigidità del mercato italiano risultò altissimo. Di qui la narrazione che conosciamo bene: in Italia ci sono troppi vincoli al licenziamento, a cominciare dall'articolo 18.
Quasi 10 anni dopo – su segnalazione della Banca d'Italia e di Maurizio Del Conte, uno studioso della Bocconi – l'Ocse ammise l'errore e rifece il calcolo. Si scoprì così che il livello di protezione (articolo 18 incluso) dei lavoratori in Italia non è affatto superiore a quello di molti nostri concorrenti, a cominciare da Paesi di solito presi a modello come la Germania, l'Olanda e la Svezia.
“Il luogo comune, però, è rimasto. Noi continuiamo a essere il Paese dei luoghi comuni sul mercato del lavoro”, spiega a Repubblica Emilio Reyneri, sociologo del lavoro alla Bocconi.
Venendo a tempi più recenti, nel 2013 l'Ocse assegna all'Italia un indice di protezione per un lavoratore assunto a tempo indeterminato pari a 2,51. L'indice della Germania è più alto (2,87), così come più alti sono i valori di Olanda (2,82) e Svezia (2,61). Inoltre, mentre questo dato è rimasto stabile in Germania, Svezia e Olanda tra il 2012 e il 2013, in Italia è calato (era 2,76) per effetto delle modifiche apportate all'articolo 18 dalla riforma Fornero.
E non è tutto. Perché i falsi miti si estendono anche alla retorica della “poca flessibilità” del mercato del lavoro italiano. Scrive ancora Repubblica:
L'Italia – prima però dell'ultimo intervento legislativo del ministro Poletti che ha liberalizzato i contratti a tempo, abolendo le causalità e consentendo tre proroghe in cinque anni – è (era, probabilmente) poco sopra la media Ocse: 2 contro 1,75 [parliamo qui di indice di flessibilità del mercato del lavoro, ndr]. Ma ben più rigida è ancora la Francia (3,63), mentre la Germania si colloca esattamente un punto sotto l'Italia. La Norvegia è a 3 come la Spagna. (...)
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le tabelle ocse si possono trovare qua, così ciascuno può fare le proprie valutazioni http://stats.oecd.org/Index...
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