#Barca [su #sinistra e #PD (*)]: «L'egemonia liberista si è abbattuta sul Pd da ben prima della sua nascita, mescolandosi in modo perverso con il conservatorismo, e semmai ci sono oggi molte più possibilità di liberarsene che non quindici anni fa. Battendosi da dentro e da fuori». - http://www.huffingtonpost.it/fabrizi...
(*) Qui in risposta alla seguente tesi di Settis: «L'obiettivo dei Luoghi Idea(li) di Fabrizio Barca è sbagliato. L'obiettivo di 'rinforzare il fortino Pd' accrescendo la partecipazione dal basso e di 'sperimentare un processo di formazione pragmatica degli individui' è a un tempo 'insufficiente', di fronte al 'drammatico allontanarsi dei cittadini dalla politica' e sbagliato, di fronte a un 'vertice [del Pd] sfuggito a ogni controllo' e un 'Pd diventato... ventriloquo della destra'. La tattica interna al partito a cui questa scelta costringe il progetto produce un linguaggio 'prudentissimo', 'infarcito di astuzie verbali', 'democristiano d'antan'». - Sei Dee già Pulp
- "L'obiettivo è ok ma bisogna prendere il Palazzo d'Inverno". Il titolo è mio ma credo rende vivido lo sprito del messaggio di Roberto Cartocci, Piero Ignazi e alcuni altri, che invita a compiere il passo di una proposta nazionale alternativa, del lancio di un vero e proprio 'antagonismo politico'. Certo, rispondo io, il cambiamento richiede a un certo punto la proposta di un modello organizzativo e di un nuovo Statuto e un dialogo anche serrato con chi pratica strade diverse. Ma non è pensabile replicare l'errore iper-illuminista che condusse allo Statuto attuale del Pd, scrivendolo a tavolino. Bisogna sperimentare, apprendere dalla pratica come modificare le regole del gioco e i sei mesi di esperienza ci dicono che gli obiettivi 'generali', che vadano oltre i singoli luoghi, pur con fatica e solo per il tempo di un esperimento, li può costruire una comunità di volontari dentro il Pd. E infine e soprattutto: cosa mai cambierebbe con la 'presa del palazzo' se essa non avvenisse sulle gambe di centinaia e migliaia di quadri formatisi dentro un modo diverso di essere partito? Nulla, è la mia risposta. Il che ci porta ai due messaggi che partono dal forte riconoscimento che sperimentare è indispensabile. - Sei Dee già Pulp
- La sperimentazione è indispensabile ed è condizione necessaria della costruzione di un partito nuovo di sinistra, ma non è sufficiente perché il partito va da un'altra parte (Piero Bevilacqua, Juan Carlos De Martín, Isaia Sales) "Come prendere il tè in una casa in caduta libera?" è stato il modo in cui, ricordando Alice nel paese delle meraviglie, abbiamo riassunto il problema durante le nostre 'Olimpiadi'. L'immagine di primo acchito non ci ha confortato. Se noi, il tè e la tazzina prendiamo il moto della casa ci ritroviamo dritti dritti nella degenerazione autoritaria o nell'evanescenza - scegliete voi - a cui è destinato il processo in atto: appagati di bere il tè (l'occhio aperto sul livello locale), saremo ciechi su dove è finita la casa (l'occhio sul mondo). Ma se noi, il tè e la tazzina abbiamo una nostra forza autonoma allora possiamo invertire quel moto. E se è vero che in questi ultimi mesi si è chiuso lo spazio nel Pd fra il 'partito ditta" e il 'partito presidenzialista', questo è in realtà un bene, perché toglie l'idea che il 'partito palestra' sia un compromesso fra i due. Niente affatto. Il partito palestra scardina vecchie e nuove burocrazie, vetero-feudali o neo-imperiali che siano. E apre davvero a un mondo dove il volontariato politico sia di chi ha la conoscenza e la passione civile per cambiare le cose. Ma per arrivare in porto abbiamo bisogno di tempo. Noi ci siamo presi fino a marzo 2015, per un primo stadio. Che ci consentirà di formulare una proposta all'intero partito, sulla base dei risultati che avremo ottenuto. Per provare a 'convincere'. Poi valuteremo come proseguire la strada. (...) - Sei Dee già Pulp