'I'd like 11 and a half tons of resin, please': the artisans behind the artists | Art and design | The Guardian - http://www.guardian.co.uk/artandd...
Apr 2, 2012
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Un artista che non produce lui stesso i propri lavori perde un po' di valore, per me.
- michele
dici? non è la stessa cosa della differenza tra architetto e muratore?
- Davide Tarasconi
sì. così come per gli scrittori ci sono i correttori di bozze e gli editor, per i fotografi ci sono gli stampatori e per i musicisti i produttori, però i libri se li scrivono (di solito), le foto se le fanno e gli strumenti se li suonano. la riflessione mi è venuta leggendo di Damien Hirst che si fa colorare i pallini dai neolaureati. la differenza che vedo è che spero Hirst i pallini sia in grado di farli da solo e quindi non li fa perché non c’ha voglia. un architetto invece non può costruirsi un palazzo da solo. forse sono io ad avere un’idea romantica (non sarebbe la prima volta), ma penso che fare le cose sia un valore aggiuntivo all’opera.
- michele
nelle opere d'arte di tipo "architettonico" credo che sia normale ricorrere a "manovali" (sono abbastanza certo che Hirst li sappia colorare i pallini - è probabile che a sua volta, da giovane, abbia fatto lavori simili per qualcun altro). anche i pittori una volta si facevano i loro colori e per alcuni questo era un tratto distintivo. poi ad un certo punto tutti, o quasi, si sono appoggiati a produttori di colore.
- Davide Tarasconi
sì, ma prima o poi il limite lo metto. comprare il colore ok, farsi stampare la foto ok, dire a uno vai lì e fai la foto così e così, no.
- michele