più tardi vi scriverò delle cose sul muro di berlino, sul 25ennale eccetera eccetera e lo farò solo se le leggerete come una canzone dei massimo volume, tipo ricalcando "atto definitivo" o "ravenna"
Nov 9, 2014
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non puoi più scrivere cose sul muro di Berlino, perché non c'è più.
- degra
sciogli i tuoi angeli drogati, degra, ti mostrerò dove ancora il muro si sostiene e mi verserai qualcosa da bere
- fewdayslate
però ora avendo l'iphone ho la batteria al 10 %, 8, 2... a dopo
- fewdayslate
Madonna oh, questo farebbe di tutto per farsi offrire da bere
- Mentz
Chiamalo scemo.
- Giuliana Dea
Hai ragione anche te
- Mentz
piuttosto regalatemi un iphone nuovo, la citazione era proprio di, guardacaso, fausto - massimo volume, ma siete ignoranti veh, ma tanto veh
- fewdayslate
Adesso vuole anche un telefono.
- Mentz
Pensaci tu, io non posso.
- Giuliana Dea
dai fatemi mangiare che vi faccio il racconto, si sa che non si beve a stomaco vuoto, ehm, racconta a stomaco vuoto
- fewdayslate
Tra un po' è l'ora della merenda, datti una mossa.
- Giuliana Dea
Meglio di questo cialtrone sicuro.
- Mentz
adesso vado a leggere, un secondo, ma comunque ci sono, e non me la volevo tirare
- fewdayslate
ci ho ripensato, lo leggo dopo perchè non voglio troppe influenze. È anche vero che la mia storia non parla del 1989 ma del 2009, e in questo caso (o in onore di naltro) ho deciso che la chiamerò "c'è un po' di italia in quel muro"
- fewdayslate
con due amici siamo partiti in macchina il 6 novembre, diretti verso berlino con tutta l'intenzione di vederci i festeggiamenti del ventennale della caduta. Parole parlate in tedesco da noi 3, in totale forse, 5, praticamente confondevamo anche bitte con danke, per cui fatevi una idea. Avevamo letto su internet che ci sarebbe stato qualcosa, e ci aspettavamo indicazioni a tappeto e grandi frecce e una organizzazione teutonica. Al decimo minuto di viaggio (siamo partiti la sera facendo il viaggio di notte) accendiamo radio3, c'è caterpillar e scopriamo che ci sarà, DA BERLINO, una diretta.
- fewdayslate
nonostante la confusione regnasse sovrana, il mancato senso dell'orientamento facesse il suo, il pomeriggio della famosa diretta riusciamo a trovare il posto e ci andiamo. Saliamo su, orario di inizio 16. Ovviamente è cominciato due ore dopo, penso nel normale orario di caterpillar, ma è stata divertente.Sicuri invece di una organizzazione teteschia nonostante la rai, ci rechiamo li in anticipo, e anche se voi non mi vedete, io sono quell'ombra marrone in seconda fila, dietro al signore con la maglia azzurra, qui: http://caterpillar.blog.rai.it/files...
- fewdayslate
tra gli invitati c'era il signor Riccardo Ehrman, giornalista italiano, ormai anziano, considerato da tutti i giornali italiani, e tuttora è così, uno dei responsabili (in positivo) della caduta del muro di berlino
- fewdayslate
la stima verso l'uomo, cari amici, per me rimane la stessa. Costui, in un pomeriggio freddo e nebbioso di novembre (e anche nel 2009 fu così, GELIDO) prese la sua macchinina per andare a vedere la conferenza stampa di Gunther Schabowski, papaverone della DDR rigido e altero come l'inverno crucco, e la storia narra che fu la sua domanda a mettere in crisi il perfetto meccanismo dittatoriale cattivo brutto schifo della germania dell'est. Insomma, un italiano, raga, per giunta un giornalista. Che roba, che storia strappalacrime ci sentiamo per poi correre alle celebrazioni, ormai in ritardo e quindi facendo di tutto
- fewdayslate
E' qui che few racconta cose di Berlino? Si? Scusa eh, devo proprio andare... (FUGGELONTANISSIMO)
- Invernomuto
durante la diretta dice poco, forse si trova ancora il podcast, e mentre Riccardo racconta cosa avvene, regolarmente prima cirri, poi solibello, insomma, deviano, scherzano ridono. Incensano, eccetera eh--- (si inve, benvenuto, il tasto hide me lo faccio da solo, ggiuro)
- fewdayslate
ma ricordiamo la domanda che fece ehrman a schabowski: secondo das deutsches volk, ci va la panna nella carbonara?
- eddie
in pratica abbozza un "ero in ritardo, non c'era parcheggio" (ve lo giuro) e "non ho sentito la parte iniziale, e quindi la mia domanda era dovuta alla mancanza di informazioni"i per cui in pratica il solerte giornalista a causa del suo essere italiano aveva fatto cadere il muro, il suo non essere puntuale. (ancora rido se ci penso). Qui, se volete, c'è proprio Ehrman che racconta le stesse cose https://www.youtube.com/watch...
- fewdayslate
long story short, come dicono glimmerigani, la diretta finisce, noi siamo galvanizzati da questo nostro essere italiani e aver fatto cadere il muro, e quindi andiamo verso quel famoso domino che ormai, a causa dei ritardi rai, era praticamente inaccessibile nonostante fossimo, in linea d'aria, a meno di 400 metri (la diretta era su unterdenlinden)
- fewdayslate
corriamo per le vie parallele e troviamo una strada meno percorsa, vabbè, non vedremo tutto in prima fila ma almeno ci vediamo qualcosa! infatti anche lì è tutto bloccato. Due poliziotti ci fermano alla transenna. Sono seri, armati, manganello, a noi la calca dietro ci spinge, e il più alto dei due ci fa indietreggiare per spostare la transenna. l'altro, il piccoletto dei due, si volta, il gigantone invece parla alla radio, e niente, io e uno dei miei compari scappiamo oltre ed entriamo al domino. Il terzo, ovviamente, era rimasto schiacciato. facciamo due passi indietro e di peso ce lo portiamo fino al domino (video del domino: http://www.dailymotion.com/video...)
- fewdayslate
dopo aver "violato" un posto di blocco (lo so che non è così, ma sapete, in quel momento eravamo NOI ITALIANI che avevamo fatto cadere il muro, che vuoi che siano due sbirri, chi ci ferma) ci siamo visti la maggior parte di quella celebrazione che fu, perlopiù, dedicata ai personaggi responsabili della caduta del muro e in particolare a Bon Jovi (su di lui, se volete, due parole alla fine le dedico
- fewdayslate
c'è una morale in questa storia fino ad ora? non lo so. In ogni caso non esiste un signolo tedesco che sappia il nome di questo omino Riccardo Ehrman, mentre pare che per i giornali italiani sia l'unico e importantissimo tassello mancante per la liberazione del popolo oppresso. EINVECE, bon jovi, per il solo fatto di essere stato ritratto giorni dopo a scalpellare un varco di frontiera aperto ( così, tra l'altro http://media-cache-ec0.pinimg.com/236x... )
- fewdayslate
ha avuto diritto ad un palco con Mikhail Gorbachev, Lech Walesa e Hillary Clinton. Strana la vita no?
- fewdayslate
c'è stato un solo insegnamento tratto da questa breve (e raccontata male) storia dei nostri giorni moderni. In due anni e più a berlino, vi posso assicurare che non c'è nemmeno un po' di italia in quell'avvenimento, benchè tutti ricordino effettivamente la famosa conferenza stampa e il vacillare dell'alto dirigente. Quella fu la notizia, e quella continua ad essere.
- fewdayslate
Quando vi capiterà di vedere la east side gallery, dovete sapere che la stessa cosa che gli italiani hanno fatto al racconto di quei giorni, i tedeschi la stanno facendo al muro. Non c'è porcata maggiore di quel luogo ormai, da qualunque punto si guardi. Il lato del ponte est dello schillingbrucke, che ospitava il club maria e che era l'ultimo baluardo al centro della città in cui ci fossero resti originali del muro, è stato convertito alla famosa zona stampa per i grandi eventi, dove sorgeranno grandi palazzi e quella che è stata definita la "media-spree". Il resto è solo un giretto turistico. Gli unici pezzi di muro veri si trovano verso tegel, ammassati al di là del canale, e nelle periferie lontane di marzhan, dove ahimè non è carino andare se si vogliono evitare gli attacchi di panico.
- fewdayslate
Quella Berlino non c'è più, ma c'è stata. Non andate cercando quello, comprate delle cartoline. La versione rassicurante che il museo del checkpoint charlie da della storia della germania dell'est e del muro è più che sufficiente se vogliamo continuare a sognare che la storia sia andata all'occidentale. Ma la verità che raccontano tuttora tutti coloro che ho incontrato, e ai quali ho chiesto di Ehrman, di Schabowski, e di quei giorni, del prima e del dopo, è altro. E sono spesso storie piccole, ma non sono quelle che immaginiamo
- fewdayslate
Al solito, e non me la sto prendendo coi giornali ovviamente, quello che ho visto è un grande "understatement" tedesco, verso tutto. Per poi scoprire che le storie sono state sempre e molto spesso altro. Che le storie raccontabili e piacevoli per mantenere l'attenzione sono quelle delle spie e del controllo degli esseri umani. Ma che i tedeschi non raccontano, non sanno, e non per vergogna o ignoranza. MA per lo stesso motivo per cui io stesso ero stufo di sentirmi identificare sempre e solo con berlusconi.
- fewdayslate
Insomma, andateci eh, fate i turisti, ma non vi aspettate che conoscano Ehrmann, che abbiano subito persecuzioni e che non sapessero cosa fosse il rock and roll. Cercate di capire che il muro isolava l'ovest dall'est, ma non era una limitazione territoriale per la ddr, era una esclusione dal prorio territorio dell'ovest.
- fewdayslate
L'unica storia che ad oggi mi ha fatto stupire un po' è stata quella del condominio di Prenzlauerberg. Oramai (e infatti tutti i turisti scambiano la zona per ovest solo perchè è pulita o ripulita) Prenzlauerberg è indiscutibilmente un quartiere ricco e gentrificato, ripulito e ordinato in ogni sua zona. Ma all'inizio, e poi giuro smetto, è stato il primo quartiere ad essere rimesso a posto, proprio perchè contiguo all'ovest e residenziale. Dove c'erano già palazzi e case e non solo grandi strade sterrate.
- fewdayslate
(questa storia del condominio me l'hanno raccontata in macchina due tipi piccissimi che mi stavano accompagnando a Piramide *_______*)
- Gommapiuma
La storia di Stephan, vecchio traduttore e professore di lingua tedesca nato a Dusseldorf, mi ha fatto ridere ed emozionare. Appena arrivato a Berlino viveva a Schöneberg, praticamente vicino di casa di David Bowie. Alla caduta del muro si trasferì immediatamente sulla pappelallee, a due passi dalla stamperia illegale che c'era sotto la Zionskirche, perchè le case erano un po' fatiscenti e il costo era basso. Stephen tuttora la domenica suona al Tommyhaus, l'ultimo centro sociale rimasto intatto nella zona dei palazzoni di vetro
- fewdayslate
Gommapiuma <3 ;)
- fewdayslate
(che è successo al condominio di prenzlauerberg?)
- eddie
dice che la vita andava avanti come in un piccolo borgo, e tutti si conoscevano ed erano solidali in quelle difficoltà indubbiamente presenti soprattutto nelle città più grandi appena dopo la caduta del muro. Nei condominii le porte non avevano la serratura e capitava spesso che chi passava e non ti trovava, ti lasciasse una birra sul tavolo perchè era venuto a berla da te. Però, ecco, c'era un solo telefono per un condominio da 100 abitanti, nel mezzo del cortile interno. Se facevi una telefonata più o meno tutto il palazzo, o quantomeno chi fosse presente
- fewdayslate
Se invece parlate con chi abitava nell'ovest, vi dice sempre che non lo sa, perchè abitava nell'ovest, e di solito solo qualche omosessuale faceva scouting nell'est, gli ultimi periodi, quando davano i permessi temporanei di visita (e oramai si sapeva che il muro sarebbe caduto). Chi stava nell'est fuori dai grandi centri invece bene o male vive ancora come allora, isolato, bevendo birra, e ignorato dalla maggior parte delle decisioni politiche.
- fewdayslate
Ci piacerebbe tornare a Berlino. Magari in primavera o estate. Ma probabilmente resteremmo delusi. Una città europea come tante altre.
- Ciòlanka Sbilenka (PS)
ah eddie, Ehrmann disse più o meno così: „Ich heiße Riccardo Ehrman, ich vertrete die italienische Nachrichtenagentur ANSA. Herr Schabowski, Sie haben von Fehlern gesprochen. Glauben Sie nicht, dass es war eine große Fehler, diese Reisegesetzentwurf, das sie haben vorgestellt vor wenigen Tagen?“ che praticamente significa "avrà fatto un errore perchè non ha detto da che giorno si potrà muoversi più facilmente da est a ovest" (con più o meno panna, ovviamente)
- fewdayslate
mmmm no piesse, ti posso assicurare che se glielo permetti, Berlino è ancora molto capace di essere rivoluzionaria. Ma come vuole lei, non come vuoi tu. (tu generico eh)
- fewdayslate
a parte vertreten (che però si intuisce) e Reisegesetzenwurf, avevo capito (il mio tedesco fa sempre schifo, ma due parole le capisco). ma mi incuriosisce di più il condominio di prenzlauerberg, che ehrman posso gugolarlo, quello mi sa di no
- eddie
in realtà la dichiarazione di Ehrmann ha subito molte variazioni anche nei suoi racconti, e non è considerata affidabile. Nessuno la sentì a parte Schabowski. E eddie, io ti posso assicurare che sulla SchönhauserAllee ancora ci mettono 45 giorni ad attaccarti internet, perchè i cavi telefonici non sono ancora completamente cablati con le parti dell'ovest (dove stanno le società telefoniche)
- fewdayslate
c'è anche da dire che hanno spostato tre volte la festa nazionale della riunificazione, per cui non è che abbiano le idee chiare nemmeno loro, ecco
- fewdayslate
del condominio a me ha colpito la differenza tra il fatto che non hai paura che ti entrino in casa, e in pratica lo fanno, ma che poi ti ascoltino le telefonate. Non so, se hai contatto con i tedeschi e il senso di riservatezza solito, è un doppio WTF
- fewdayslate
mah, io le poche volte che ho parlato con gente che stava di là del muro (inteso come cortina, quindi non necessariamente tedeschi) anche *prima* che crollasse, mi stupiva l'ineluttabilità della cosa "ah, sì, le telefonate te le ascoltano, ma pazienza, quando vuoi dire qualcosa di veramente importante a qualcuno vai nei boschi"
- eddie
(bella questa dei boschi)
- Gommapiuma
esattamente, e questo alzare il livello sulla quantità di controllo, sul sospetto di tutti contro tutti, ha poi fatto nascere la famosa "ostalgie" che è un recupero di molte cose cancellate proprio a causa della caduta del muro. e non nel senso di goodbye lenin. Io mi sono limitato a scoprire che molte delle cose che avevo sicure sulla germania dell'est, erano cazzate
- fewdayslate
tipo no, che la amiga, praticamente una etichetta musicale di stato, stampasse una quantità spropositata di titoli musicali che nemmeno l'ovest aveva, ci rimani male, pensi che questi suonassero l'ocarina mentre bon jovi spaccava tutto capito, invece la gente dell'est se ne batteva di bon jovi e dei ginz a collo alto
- fewdayslate
uh, fico. ma tipo anche rock, metal ecc? e che altre idee avevi che poi non erano vere, oltre la musica? (me mi dà l'idea che le celebrazioni oggi, parlino della ddr come si parlerebbe degli usa, se crollassero. cioè, si parla dei marchi: le trabant, i berretti con il simbolo, i nomi delle birre, cioè, è affascinante che l'occidente si ricordi il comunismo per i suoi beni di consumo)
- eddie
uno dei primi locali gay della germania (ancora aperto) è sotto il ponte della s-bahn in alexanderplatz, ovvero AL CENTRO della capitale della germania dell'est
- fewdayslate
lungi da me di fare un elogio della ddr, lo dico prima di fare la figura dell'ignorante
- fewdayslate
"marzhan, dove ahimè non è carino andare se si vogliono evitare gli attacchi di panico." come mai?
- naltro
fotografia e luci, lampadine (osram) erano tutti state of the art della ddr
- fewdayslate
ah, naltro, ti cerco anche una foto ma considera che è una zona molto alienante. Palazzoni da 50 piani per kilometri e kilometri, parliamo di un'area grande come boh, milano centro, piena solo di grattacieli di quasi cartone. Ci passa un tram, no metro, no supermarket, no locali, no uffici. (ma al tempo era una casa per tutti)
- fewdayslate
sul tema vorrei solo aggiungere che io avevo una chitarra elettrica (mai saputo suonarla) della DDR.
- naltro
boh, me mi affascina questa cosa, che si valuta la ddr da una prospettiva occidentale, con quella spocchia che è un po' tipica dei vincitori, il che è normale, ma antropologicamente scorretto. così come si identificano le persone con il sistema politico in cui vivono (che è normale generalizzazione, ma ugualmente scorretto). mi affascinano anche i meccanismi di rimozione, che sono tipici di un post-regime, per i quali, ad esempio, noi italiani siamo portati normalmente a pensare che i fascisti in italia fossero una minoranza di persone per lo più disturbate
- eddie
eddie +1. Aggiungo, giusto come granello di prospettiva non occidentale, che dal punto di vista sovietico la DDR era il luogo da cui provenivano alcuni dei prodotti di maggior qualità tra i pochi che si potevano comprare nei negozi a cui avevano accesso i russi (di qui, appunto, la chitarra)
- naltro
si il tema è esattamente quello eddie, ma non voglio non dare la storia ai vincitori. Su questo sarei stupido. Mi pare solo ingiusto non capire cosa sia successo, se ci vivi ti assicuro che viene praticamente naturale
- fewdayslate
naltro: http://2.bp.blogspot.com/-WK6lXJ... questa è la parte più vicina al centro, quella con il fermento della vita. Vedi tu. E considera che "le vite degli altri" è stato girato praticamente in centro, e già ti trasmetteva quella sensazione. Poi altrettanto, la ddr è tuttora la parte industriale della germania, solo che si è mangiata anche la polonia.. ;)
- fewdayslate
il termine preciso di sta roba comunque è plattenbau, diciamo che erano tanto bravi con la meccanica pesante ma non altrettanto nell'edilizia allegra
- fewdayslate
m'è venuta voglia di andarci (dico sul serio)
- naltro
vabbè pensavo peggio marzahn, prossima volta ci vado
- laragazzablu reloaded
@eddie: ho parlato con uno psicanalista tempo fa, su a berlino, e mi ha detto che il suo era l'unico lavoro vietato nella ddr, e che non ha mai avuto un cliente di berlino est. Questa cosa non ho mai capito bene cosa volesse dire.
- fewdayslate
@naltro e laragazzablu: alle ultime elezioni comunali, che mi pare fosse il 2011, in quella zona lì l'NPD ha preso il 15%. Io ci sono andato eh, non è che ti picchiano, ma ti accorgi molto della differenza con il resto di berlino. Ma un giro, non alla prima volta, effettivamente lo consiglio anche io
- fewdayslate
se volete potrete prendere l'M6, che ha in servizio i tram più veloci d'europa. Raggiungono anche gli 80km/h visto che servono distanze particolarmente lunghe e nella ddr la metropolitana non era un mezzo pubblico preferenziale (infatti nell'est di berlino ce ne sono pochissime)
- fewdayslate
diciamo la verità, fino alla caduta del muro la Germania era un paese triste e periferico, mentre dopo ha cominciato a far cagare a spruzzo
- Elia Spallanzani
Berlino è sempre stata un po' una anomalia, e lo è tuttora. Per il crucco medio è praticamente napoli il giorno di san gennaro. Fu uno degli ultimi luoghi in cui prese piede il signor baffetto, le donne giravano a gambe nude negli anni 20, insomma, se vai nella campagna turingia, la germania è ancora un paese triste e periferico
- fewdayslate