questo fatto che alle riviste a cui sottometti un articolo gli devi pure suggerire tu il nome di alcuni referee, come se ti chiedessero di sceglierti da solo la corda o il tipo di cappio
ma più in generale, perchè cazzo unqualche oscuro scienziato seppellito in qualche angolo remoto del mondo deve/può dire qualcosa sulla bontà del mio lavoro? ma come osa? - antag
ma no, ma dai. Non ci posso credere. - PaperDoll
da qualche tempo da noi chimici è la norma: non c'è giornale che non ti chieda tra 2 e 7(!) possibili referee. tra l'altro la cosa avvantaggia molto coloro che lavorano da tempo in uno stesso campo e quindi hanno costruito una rete di relazioni (ehrm) solide... di certi non indichi uno a cui stai sul cazzo, mentre magari ci metti quello con cui ti sei ubriacato all'ultimo congresso (been there, done that). Per chi invece (come noi, in questo caso) ha iniziato una linea di ricerca nuova da pochi anni, la scelta di un referee è un salto nel vuoto di cui farei volentieri a meno - antag
è la prassi anche per psicologia sperimentale e neuroscienze - emme
(poi, non è che l'editor sia obbligato a darti retta, ovviamente) - emme
Io, per una rivista miscellanea di area 10 e 11, mi faccio segnalare i referee dai membri del comitato scientifico della rivista. Naturalmente c'è anonimato totale in ambo i sensi. - PaperDoll
Sottometti no, dai - Ubikindred