"Era la prima volta dall'invasione dei Galli, nel 380 a. C., che dei barbari varcavano le porte della Città Eterna. [...] Alarico voleva condurli in Sicilia, ma morì all'improvviso non lontano da Cosenza (410). I suoi compagni gli fecero dei funerali epici".
"La tomba del guerriero venne scavata nel letto del Busento, le cui acque furono dirottate dal loro corso. Poi le acque furono fatte rifluire sulla sua ultima dimora e gli schiavi che eseguirono i lavori vennero affogati, al fine di conservare per sempre segreto il luogo di una sepoltura che rimane ancora inviolata. I Visigoti riconobbero come successore di Alarico suo fratello Ataulfo". (H. Pirenne, Storia d'Europa dalle invasioni al XVI secolo) http://www.repubblica.it/online... http://www.ilgiornale.it/news... http://www.ilquotidianoweb.it/news... - mi volsi e considerai
Ataulfo è un bel nome - Mr.Potato
Ma perché avevano sta fissa della Sicilia? - Duiglio
Pare rimasero stupefatti dalle travolgenti bellezze della Campania. Ataulfo per il prossimo gatto potrebbe venire buono. - mi volsi e considerai
ma l'invasione dei Galli (noi) è nel 390 - tamas
Su Alarico e Cosenza ricordo un'intervista molto lucida di Gian Antonio Stella a un tale molto lucido - tamas
Pigliatela co' Pirenne. Comunque André Piganiol in Le conquiste dei romani (pagina 125) dice: "Ma gli eruditi della fine della Repubblica e i fasci ufficiali, fissati all'epoca di Augusto sui muri della regia, adottarono la data del 390. In realtà la lista dei magistrati eponimi, dalla presa di Roma da parte dei Galli fino all'inizio dell'era cristiana, comprendeva solo 381 collegi autentici: se questa lista era completa, il 381 sarebbe la data reale della catastrofe gallica". - mi volsi e considerai
Pirenne impreciso e approssimativo come tutti i belgi (pregiudizio appena inventato) - tamas