Io faccio il batterista. http://simone.ruffilli.it/index...
Stefano Severi
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Full text: Ci ho messo parecchio tempo a capire il motivo per cui, guardando un concerto, mi fisso sempre sul batterista. Movimenti rapidi, la musica fatta con tutto il corpo, con passione.
Qualche sera fa ho realizzato lucidamente il motivo della mia ammirazione. Io faccio il batterista.
Il batterista non è un frontman: pochi di voi sapranno citarmi il nome di un virtuoso dei piatti. Ma lui c’è, sempre, lì dietro, ad assicurarsi che tutti tengano il tempo, ad inseguire quella chitarra troppo veloce. A sottolineare il ritornello solenne per poi farsi impalpabile o addirittura silenzioso in quell’assolo acustico romantico. La gloria è poca: un batterista bravo ha fatto il suo dovere, uno meno dotato o che non sa rimediare agli errori del cantante rovina irrecuperabilmente una canzone.
A volte, perchè non può fare troppo altro per farsi notare, lancia in aria le bacchette per riafferrarle al volo e dopo averle fatte roteare tra le dita come un abile giocoliere le picchia sul crash per chiudere un brano. Ma gli applausi sono per Bono, per Slash.
Il batterista, che sa di essere fondamentale per il gruppo (e la consapevolezza è reciproca), spesso si confida con il bassista, con il quale condivide la scarsa considerazione del pubblico. Il bassista, come fosse chissà quale segreto, a volte confessa sottovoce di aver smesso di suonare prima del ritornello, tanto per capire se qualcuno, da qualche parte, potesse accorgersene. Lui alzando spalle e bacchette in tono di rassegnazione, lo sostiene nella sua battaglia.
Ma dentro sorride.
Sorride perchè sa di non poterlo fare, sorride, forse anche con un po’ di amarezza, perchè sa di non volerlo fare. E’ nato così, con la musica dentro. Quella musica che fa con tutto il corpo, sfregando le polsiere sulla fronte per asciugarsi, lottando ad ogni canzone per non fare sfigurare quel signore, ormai anziano, che canta “…va bene così…” di fronte a ottantamila persone. Che poi non gli piace neanche la sua musica, ma lo spartito per batteria è fantastico. A lui piace così, e non vorrebbe mai suonare nessun altro strumento.
- Simone Ruffilli
Non sono del tutto convinto della metafora con l'informatico. Alcuni informatici sono chiaramente chitarristi (nella testa), altri non suonerebbero mai da soli, altri viceversa non sanno suonare in gruppo. Pero' clap clap clap per i batteristi e per la loro descrizione, ho suonato in band musicali ed e' proprio cosi'.
- Opensource Obscure
OO: i chitarristi solitamente sono i project manager, e spesso i team di sviluppatori sono... team di batteristi. Grazie per i clap ;)
- Simone Ruffilli