“Whiplash” Gets Jazz All Wrong - The New Yorker - http://www.newyorker.com/culture...
Feb 17, 2015
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Carlos Bignè
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"Here’s what Parker didn’t do in the intervening year: sit alone in his room and work on making his fingers go faster. He played music, thought music, lived music. In “Whiplash,” the young musicians don’t play much music. Andrew isn’t in a band or a combo, doesn’t get together with his fellow-students and jam—not in a park, not in a subway station, not in a café, not even in a basement. He doesn’t study music theory, not alone and not (as Parker did) with his peers. There’s no obsessive comparing of recordings and styles, no sense of a wide-ranging appreciation of jazz history—no Elvin Jones, no Tony Williams, no Max Roach, no Ed Blackwell. In short, the musician’s life is about pure competitive ambition—the concert band and the exposure it provides—and nothing else. The movie has no music in its soul—and, for that matter, it has no music in its images. There are ways of filming music that are themselves musical, that conjure a musical feeling above and beyond what’s on the soundtrack, but Chazelle’s images are nothing of the kind."
- nandina
mi sembra un commento molto disonesto.
- disappunto
Allora, io penso che il film non sia un film sulla musica e meno che mai sul jazz. Ma visto che hanno scelto di usare quell'ambiente, quella musica, quell'immaginario da quel punto di vista ad essere disonesto è proprio il film.E quindi ci sta che venga criticato per questo aspetto. Detto questo ripeto, il film non è un film sulla musica né sull'arte né sul talento, ma propone quella retorica della sofferenza che io non sopporto ma alla quale concedo un fondo di verità.
- nandina
non lo so. secondo me le sequenze forti del film sono tutte sequenze musicali, poi magari io sono scemo e non ne so un cazzo di jazz, ma le sequenze sono comunque musicali e fortissime. poi un film di un'ora e tre quarti è fatto di parti che entrano e parti che stanno fuori. brody nella recensione dice due cose: la prima è che il film avrebbe dovuto contenere cose che sono rimaste fuori, e questa per me è una delle cose più irrispettose e bastarde che una recensione possa fare nei confronti del film. la seconda cosa che dice è che è filologicamente scorretto e irrispettoso della storia del jazz e di charlie parker in particolare, ma questo non è un film su charlie parker. si parla di charlie parker in due sequenze in modo molto vago.
- disappunto
mettiamola così, quella roba lì, quel tipo di approccio alla musica (ipertecnicista) ha molto molto poco a che vedere con il jazz, con il talento jazzistico, con la musica in generale, mi verrebbe da dire. Non è un film su charlie parker ma il film, la filosofia di Fletcher, le parole che spingono Andrew a rimettersi a "studiare" sono quelle lì su charlie parker che se non fosse stato umiliato non sarebbe mai diventato charlie parker. Il punto è che Parker lo diventò facendo musica, non studiando ossessivamente nella sua stanzetta (non solo...). Se non è disonesto questo... E sulla musica... be', è accademica, stilizzata, ripetuta sempre uguale, non c'è spazio per le individualità (perché mai gli altri suonano lì? sono bravi? in cosa, nell'eseguire? ), E' il film sulla musica meno musicale che abbia mai visto. Quindi, per me, la musica è un pretesto e se lo è allora per me è un film su altro, che non condivido comunque, ma la sciatteria sulla musica allora diventa giustificata.
- nandina
Tornerò in questo thread dopo aver visto il film.
- S.
La recensione dice più che altro un'altra cosa, secondo me, e che se questo è un film che vuole celebrare il jazz non lo fa.
- nandina
(essepu', ti aspettiamo)
- nandina
Secondo me non è affatto un film che vuole celebrare il jazz
- Ubikindred
Ma infatti anche secondo me non lo è, ma visto che lo cala nell'ambiente musicale e della musica jazz allora la visione ne viene distorta. Avrebbe funzionato meglio con lo sport, per dire, sarebbe stato più onesto. Se la butti sull'arte allora vai incontro a critiche molto facili e molto ovvie, ma legittime.
- nandina
il problema è che se lo fai con la musica non funziona altrettanto bene (il dialogo sulla "misurabilità" del successo con il ragazzo che gioca a football esplicita la tesi del film da questo punto di vista, ma anche la sua debolezza).
- nandina
(e poi c'è quel tema del "se non resisti a qualunque cosa, allora non vali abbastanza" che per me boh, è vera quanto "basta il talento").
- nandina
è più che imperfetto secondo me, ma sto sviluppando una specie di allergia alla retorica. Poi va be', non fosse candidato agli oscar forse gli farei meno le pulci, non so.
- nandina
@nandina - l'ultimo tuo commento lungo fa pensare che questo sia un film che promuove questo messaggio per cui il premio al duro lavoro sia altro duro lavoro, e che la musica si faccia così. a me francamente non sembra, mi sembra abbastanza evidente che i due protagonisti del film siano due psicopatici, che *il jazz* non sia quello accademico dei concertoni alla stocazzo hall con un repertorio di classici, ma che in qualche modo sia comunque quello il contesto.
- disappunto
Secondo me stai discutendo un punto che a me appare secondario. Il film non è un film sul jazz, né un film sulla musica, né pretende di essere realistico. La scelta della musica come contesto è interessante piu' che altro perché l'ambientazione è meno scontata di quella di un film sullo sport, il che ha, a mio avviso, il pregio di far risaltare l'assurda relazione tra il protagonista e l'insegnante, che poi è il tema vero.
- Ubikindred
http://www.littlewhitelies.co.uk/feature... detto questo sto con disappunto, chazelle ovviamente lo dice molto meglio di me. (e comunque whiplash è un film horror, e in quanto tale deve vivere d'accumulo) un caro saluto a quelli che si credono stocazzo come il recensore del new yorker
- jAs͌O͞͝n̡̛͡
per me è come Full Metal Jacket: per raggiungere l'obiettivo Fletcher deve creare dei pazzi ossessionati che odiano il mondo e lui stesso e l'assolo di Andrew è tal quale la raffica di Palla di Lardo nei cessi
- oddbody
il recensore del New Yorker parla di quello che gli interessa: la parte musicale (che è secondaria fino ad un certo punto). Il mio punto (dall'inizio del mio primo commento) è che non è un film sulla musica che però un po' sembra volerlo essere.
- nandina
Pazzi ossessionati che si giustificano con "senza di noi non ci sarebbero nuovi Charli Parker" (o l'equivalente che vi pare). lì però non viene fuori nessun Charlie Parker, solo che non si capisce...
- nandina
Ma no, la cosa di Charlie Parker ha senso proprio perché detta da un pazzo, imho.
- Ubikindred
(segno)
- reo
bah, a me pare una storia ben raccontata, lontana dalla retorica, senza redenzione, con qualche tinta horror. se tutti i film fossero raccontati male come whiplash mi ammazzerei di seghe proprio
- disappunto
La scena finale però sembra cinematograficamente dargli ragione (a meno che non sia tutta una cosa raffinatissima per cultori musicali per cui è chiaro a tutti che nessuno lì è un grande musicista, ma tendo a pensare di no).
- nandina
Io non penso che sia un brutto film, ma ci sono molte cose che mi hanno dato fastidio, non mi sono piaciute, mi hanno irritato, ho trovato inutilmente inverosimili o fuori posto. Una di queste è la scelta di raccontare quel mondo musicale in un modo che non è quello che mi interessa, ma non è la sola.
- nandina
ma Charlie Parker è l'equivalente della convinzione di un Marine di poter vincere la guerra da solo, è solo un infingimento
- oddbody
Io l'unica cosa che ho trovato disturbante è l'idea che il jazz sia ormai un mondo cristallizzato nell'accademia, un po' come la musica classica. Ma, appunto, non conoscendolo cosi' bene non davo affatto per scontato che cosi' fosse e non fosse un escamotàge narrativo
- Ubikindred
beh c'è un botto di roba in giro che rispetta i canoni iniziali del genere (le cose alla brotzmann, william parker, la roba su Atavistic, ECM, smalltown superjazzz etc), s'è evoluto come tutta l'altra musica, forse anche meglio. è che non è il mondo di cui parla il film, il film parla di un branco di psicotici da orchestra
- disappunto
"Pretendere plausibilità da un film sui massimi sistemi, sulle scelte di vita, la dedizione ai propri obiettivi, la serietà nel perseguirli e la follia che serve per raggiungerli sarebbe come farsi fare un ritratto da Picasso e lamentarsi che non è venuto somigliante, come obiettare che le ginocchiate di Tony Jaa non funzionerebbero in una rissa reale." AMEN AMICI http://www.i400calci.com/2015...
- jAs͌O͞͝n̡̛͡
Ragazzi, io leggo due tipi di recensioni e interpretazioni, uno più vicino alla mia e uno più vicino alla vostra, Direi che hanno dignità entrambi, poi se volte continuiamo a colpi di citazioni da questo o da quello, però la noia...
- nandina
STACCE
- jAs͌O͞͝n̡̛͡
zzzzzzzz
- nandina
personalmente trovo che le due interpretazioni non siano ugualmente valide: cioè della verosimiglianza con la realtà dell'oggetto trattato, se il film è in sé compiuto e coerente (ovvero: Andrew guarda solo video su youtube invece di jammare con musicisti e sicuramente non fa come fanno i musicisti veri, ma nell'economia del film ciò è del tutto secondario), abbiamo il diritto - ma forse anche un po' il dovere - di fregarcene
- oddbody
secondo me d'ora in poi basta rispondere TONY JAA
- jAs͌O͞͝n̡̛͡
geso+1 . metti acciarliparche, togli acciarliparche
- benty
benty <3
- jAs͌O͞͝n̡̛͡
Benty :D
- Ubikindred