Narrativa. Si apre il portone del palazzo verso cui sono diretto, ne esce un anziano signore, alto, imponente, appoggiato a un bastone e una stampella, i capelli bianchissimi, curati, al piede destro una grossa scarpa nera, ortopedica, di stoffa, probabilmente a causa del suo male.
Qualcuno lo bacia sul portone, vedo soltanto una giacca a vento arancione, dall'aria costosa. Un taxi aspetta il signore, una filippina lo scorta nei pochi metri che lo separano dalla macchina. Il motore che gira, il taxi aspetta. Il signore non s'affretta, non può, e non sembra che lo farebbe, anche se potesse. La notte è tiepida, il taxi aspetta, la giacca arancione scompare dentro al portone. - palmasco
Al vernissage cui sono diretto, la gente subito non mi piace. Un signore si toglie il cappotto con l'aria visibilmente soddisfatta di esserci. Un sorriso che giudico sproporzionato all'evento, che parla dello squallore delle sue serate quando non è a queste occasioni di routine. - palmasco
Incontro una bella ragazza. Beve del vino, lo pesca dai vassoi portati in giro da camerieri indecifrabili, almeno leggendo loro il viso. È molto elegante. Vestita bene. Chiacchieriamo per un po', è simpatica e divertente, il tempo scorre volentieri, forse c'è l'aria di una voglia di piacersi, di un gioco leggero. - palmasco
Il suo umorismo mi conquista. Mi piacciono i suoi occhi che ridono di anticipazione a quanto sta per dire. È come leggerla. Sto già pensando a come potrei rivederla. - palmasco
In quel momento, per uno di quei difetti di prospettiva che ci affliggono nelle occasioni sociali, mi rendo conto che tanto umorismo, tanto wit, tanta simpatia potrebbero forse procurarle una forte ansia di prestazione in altri momenti, quelli privati, quelli della sua vita reale. - palmasco
Quella che conoscerei anch'io se la rivedessi. Le dico quindi che ho voglia di un altro bicchiere e che non ho tempo d'aspettare il cameriere. Lei ride. Anch'io. Vado a prendere il vino, conosco altre persone. - palmasco