#sondaggi Due italiani su tre contrari abolizione #art18. Stesso campione che dà il #PD al 40,4% e #Renzi con la fiducia a 50 (+11 su Napolitano; altri leader, staccati, tra 20 e 17).
Secondo me è sì 3% no 6% "18 de che?" 90%
- Braga
Secondo me i non berlusconiani se lo ricordano bene che sono vent'anni che stiamo provando a resistere contro l'idea che il licenziamento ingiusto sia solo una questione di prezzo. E che liberalizzare i licenziamenti non serve a migliorare le condizioni di lavoro di nessuno.
- Sei Dee già Pulp
(e comunque è interessante mostrare qual è l'opinione della maggioranza, in materia, a quelli che provano a usare il 41% delle Europee per portare a compimento la riforma Sacconi... --> http://www.ilpost.it/stefano...)
- Sei Dee già Pulp
hanno chiesto allo stesso campione se sa cos'è e di cosa tratta l'articolo 18?
- degra
(a parte il fatto che la domanda è assolutamente tendenziosa)
- degra
in italia non sanno neppure che esiste lo statuto dei lavoratori. con 3 milioni di disoccupati in crescendo non me ne stupisco.
- Ailyn Seen
Ripeto: sono vent'anni che se ne parla. E nel 2003 c'erano più di 10,5 milioni di italiani che volevano estenderlo a tutti i lavoratori... --> http://elezionistorico.interno.it/index... (mentre la Fornero lo ha già depotenziato)
- Sei Dee già Pulp
(fermo restando quello che dicevo qui, nei commenti: http://friendfeed.com/la-stan...)
- Sei Dee già Pulp
io sono una nuova assunta. dopo 3 anni di precariato. ho due settimane di preavviso e il contratto nazionale della federalchimici, per ora, mi lega allo statuto dei lavoratori. dove compare il temutissimo articolo 50. ecco, quello lì è fotocopiato e appeso sopra all'apparecchietto per passare il badge.
- Ailyn Seen
Sinceramente non ho capito cosa c'entrino ora i provvedimenti disciplinari... Qui si sta sempre e solo parlando di protezione da licenziamenti ingiusti (= evitare che il datore possa avere mano libera nel licenziare senza validi motivi, una volta che sia disposto a pagarne il prezzo).
- Sei Dee già Pulp
forse il problema è il prezzo, più che il reintegro: basterebbe aumentarlo. se un datore di lavoro fosse disposto a pagare due annualità per liberarsi di un lavoratore, ben venga il licenziamento: vuol dire che il lavoratore avrà tutto il tempo di trovarsi un nuovo lavoro in sicurezza. e senza perdere tempo col tribunale del lavoro. certo, poi bisogna vedere chi assumerebbe un lavoratore licenziato in quel modo...
- degra
Purtroppo si dimentica (da parte di certa propaganda interessata, volutamente, si occulta) il fatto che il reintegro è a protezione soprattutto della "libertà sindacale". Avere la garanzia del reintegro è la premessa della libertà sindacale di chi svolge l'attività con serietà e abnegazione. Altrimenti ogni sindacalista scomodo verrebbe messo alla porta con una lineare analisi costi/benefici.
- Sei Dee già Pulp
il reintegro in caso di licenziamento discriminatorio non viene abolito. con serietà e abnegazione.
- bgeorg
c'entra l'articolo 50 nel senso che quello viene messo a "disposizione". è lì. che tutti lo leggano. l'articolo 18, da quello che sento in giro, in pochi sanno di che si tratta.
- Ailyn Seen
Bgeorg, abbiamo capito. Provare la discriminazione non è facile. Per questo nel 1970 non si sono previsti tutti i casi introdotti dalla Fornero per depotenziare l'effetto di deterrente che dovrebbe avere la norma.
- Sei Dee già Pulp
Ailyn, sappiamo bene che se metti tutta la norma, c'è un rischio elevato che si perda il punto di maggiore interesse. Ed è interesse del lavoratore conoscere prima di tutto le sanzioni disciplinari, no?
- Sei Dee già Pulp
esatto. ma cmq sta cosa agli imprenditori gli si ritorcerà contro. tipo il mio settore. ci vogliono almeno 3 mesi per "addestrare" un nuovo assunto. in modo che possa lavorare senza che lo si debba controllare. minimo 3 mesi. se dopo 6 mesi lo licenziano perche puzza, ne prendono un altro e ci vogliono altri 3 mesi. mesi in cui la produzione ne risente e parecchio. alla fine non si hanno più operai specializzati e la qualità la fanno i cinesi.
- Ailyn Seen
siamo dei romanticoni...
- Ailyn Seen
l'articolo 18 serve tendenzialmente a difendere tutta una classe di lavoratori assunti nel secolo scorso e abituati a comportarsi in un certo modo. poi personalmente non vedo come le tutele crescenti possano essere una soluzione e a cosa
- F.
[once again] Deterrente contro i licenziamenti ingiustificati/immotivati/ingiusti.
- Sei Dee già Pulp
che visione triste che hanno però i sindacati del lavoro
- F.
è sall'inizio della crisi che le aziende usano la cig, la mobilità, le cessione di rami d'azienda per mandare via chi vogliono senza dover usare l'art. 18 è veramente il problema che limita il licenziamento? la stessa confiindustria a detto che non è nelle sue prorità...
- tepepa
Segnalerei p.es. il caso "Accenture" di Catania per vedere come l'articolo 18 ormai sia negli specchietti retrovisori.
- Braga
Politicamente (da sinistra) e sindacalmente (sul versante della protezione dei lavoratori) non si capisce perché la difesa di chi non è protetto dovrebbe attuarsi togliendo qualcosa a chi è (un po') più protetto. Questo è un argomento storico della propaganda di parte datoriale. Oggettivamente sappiamo tutti che i diritti non sono un bene finito da redistribuire. Quella semmai è la ricchezza (nell'unità di tempo considerata).
- Sei Dee già Pulp
Sei Dee, un giorno capirai che è impossibile discutere seriamente, nel 2014, con qualcuno che scrive "argomento storico della propaganda di parte datoriale".
- Braga
Quando il compagno Matteo accende la telecamera e a parole si mette dalla parte di chi non ha diritti, anche chi gli è politicamente vicino si rende conto che non sono stati certo gli altri lavoratori a togliere qualcosa a quelli che stanno peggio. Poi, se per disciplina di partito, si deve sostenere in eterno l'inesistenza del conflitto di classe, amen e buona fortuna.
- Sei Dee già Pulp
la questione è proprio quella: i diritti non sono un bene finito da redistribuire. mentre il lavoro lo è (un bene finito), a meno di non vedere la disoccupazione come la negazione da parte degli imprenditori di un diritto verso i bisognosi, così per pura cattiveria personale.
- degra
[esistono responsabilità politiche ben chiare rispetto all'attuale carenza di posti di lavoro; non esistono evidenze empiriche a favore dello scambio tra diritti e occupazione] Krugman: «(...) Se immaginate che i responsabili della politica abbiano passato gli ultimi cinque o sei anni alla mercé dell’ortodossia economica siete fuori strada. Al contrario, chi aveva potere decisionale ha recepito moltissimo le idee economiche innovative, non ortodosse — che a volte erano anche sbagliate, ma fornivano loro la scusa per fare quello che comunque volevano fare. La gran maggioranza degli economisti orientati alla politica sono convinti che l’aumento della spesa pubblica in un’economia depressa crei posti di lavoro, mentre i tagli li distruggono — ma i leader europei e i repubblicani statunitensi hanno deciso di credere allo sparuto gruppo di economisti di opinione opposta. Né la teoria né la storia giustificano il panico scatenatosi riguardo agli attuali livelli di debito pubblico, ma i politici hanno deciso di abbandonarsi comunque al panico, citando a giustificazione studi non verificati (e rivelatisi erronei). Non voglio dire che la teoria economica è a posto né che gli errori degli economisti non contano. Non lo è, gli errori contano e sono del tutto favorevole a ripensare e riformare il settore. Il grande problema della politica economica non sta però nel fatto che la teoria economica tradizionale non ci dice cosa fare. In realtà il mondo starebbe molto meglio se la politica reale avesse rispecchiato gli insegnamenti del corso di economia di base Econ 101. Se abbiamo fatto la frittata — e così è stato — la colpa non è dei libri di testo ma solo nostra». --> http://friendfeed.com/la-stan...
- Sei Dee già Pulp
"18 de chè" 90% +1
- M.