Stefano Bollani, Valsa brasileira (in Carioca, 2008). Avevo snobbato questo disco. Invece poi l'ho ascoltato. Bello, semplice, avvolgente.
(Il titolo del pezzo non è Choro sim, come scritto qua sopra accanto a mp3. Non so perchè mi piglia questo, quando il vero titolo del pezzo è Valsa brasileira, come ho scritto io. Per essere precisi, ecco) - Gaia
(chitarra, soprano, clarinetto sono tre bravi musicisti italiani: Marco Pereira, Nico Gori e Mirko Guerrini) - Gaia
ma quante belle cose che non conoscevo... - Alb.
io ascolto moltissimo jazz italiano, ma proprio tanto tanto (e tanto cerco di ascoltarne dal vivo). è ormai da diversi anni di una qualità altissima. e le sonorità spesso mi piacciono di più dei contemporanei americani - a volte stanchi ripetitori del passato. per esempio tutti i dischi dell'etichetta perugina EGEA sono da ascoltare. difficile sbagliarsi. - Gaia
marta è fan di sua moglie e ascolta anche lui con piacere - elena chesta
la prima volta che ho sentito bollani era inverno 2000, ad Alba, con Rava a un concerto in memoria di una persona. Repertorio classico. Sembrava Earl Hines. Mi piace anche quando fa il salame, con Elio sono i miei antidepressivi musicali - elena chesta
brava anche la magoni. purtroppo non sono mai riuscita a sentirla in duo con Spinetti. pare siano concerti molto belli. - Gaia
Insieme sono belli da sentire, qui vengono spesso, merito di @paolopost, Marta li ha sentiti più di me live.(OT gli avion travel le piacciono nel cd di cover su Paolo Conte. Per lei non sono cover, è Paolo Conte che fa le cover agli avion travel) - elena chesta
soprattutto la seconda parte. - apelle
dio gaia, che bello - madisonav
La prima volta che ho sentito Bollani era al Pinocchio jazz club di Firenze. Faceva lo scemo come sempre e indossava degli orribili jeans arancioni. Fu bravissimo. Poi il secondo un concerto memorabile in duo con Rava, in una piazzetta di un paesino toscano, immersa fra gli olivi. E le campane che li costringevano a fermarsi. E loro a ripartire con la stessa nota della campana. Una luce intorno che boh, saranno state le foglie d'ulivo o la luna, ma io ricordo ancora come fosse adessp; ed erano molto anni fa. Dopo, ho perso il conto. Dal vivo non mi ha mai deluso. Su disco quasi mai. Faccio più fatica con le sue robe serie con ECM, comunque molto belle. - Gaia
Elena: grande Marta che giudica Paolo Conte uno che fa le cover. Eheheheh. - Gaia
Gaia yep, Marta ogni tanto ha delle uscite. Bello leggere del tuo primo ascolto di Bollani. Poi chi segui come jazzista italiano? - elena chesta
Mad, lo so. Molto del jazz italiano è così, comunque. Non conta che qui suoni carioca e roba brasiliana. E' il modo, di suonare. Se ti capita qualunque cosa sua dal vivo, vai. - Gaia
Elena, seguo - compatibilmente con tempi e possibilità economiche - tutti i jazzisti italiani che posso. Trombettisti: ovviamente Rava e Fresu - con pari passione ma un di più per Paolino Frasu del mio cuore. Piano: Danilo Rea, che suona in modo del tutto diverso da Bollani, ma mi piace tanto; e un giovanino emergente che si chiama Giovanni Guidi. Sassofoni: di Javier Girotto ho già detto; molto bravo il toscano Mirko Guerrini; oppure Nico Gori. Trombone: assolutamente Gianluca Petrella. Contrabbasso: Pietropali e Bonaccorso. Batterista amato visceralmente: il romano cinquantenne Fabrizio Sferra. Ho solo citato i primi che mi son venuti. Quelli che, quando posso, vado sempre ad ascoltare. Nei prossimi giorni aggiungo via via un po' di cose loro, va'. - Gaia
(poi ogni tanto Fabrizio Sferra si sveglia e crede d'essere, che so, Sting: http://ripostiglio.tumblr.com/post... - Ma io lo amo uguale. O forse proprio per) - Gaia
faccio celocelomanca o un bel sorriso? - elena chesta
bollani quando fa questa musica anche a me piace, è un po' languido e lazzarone - elena chesta
un sorriso basta. scusa, mi son lasciata prendere. alcune cose mi rendono logorroica: jazz, new york, alunni, alcuni libri, cibo. - Gaia
un paio le condividi, eh? - Gaia
esatto - elena chesta
invece e' un bell'album. - Alb.
Secondo me Carioca ha due-tre pezzi che lèvati. - mschwarz
Bollani è un mito personale che con piacere vedo condiviso con molti altri :) Lo seguo da non so quanto, e, a parte il Bollani mainstream, io adoro un "Disperati, intellettuali, ubriaconi" con Bobo Rondelli e "Gnosi delle fanfole", le poesie non sense di Fosco Maraini in musica. - Ari
risentito questa sera durante la cena. Mi correggo: le cose molto 'bbone sono più di due o tre. - mschwarz
Gaia quel disco lì è, se vuoi, "leggero" ma con tutta la bellezza che c'è dentro quell'aggettivo. Tanto che sono riuscito a veicolarlo anche ad ascoltatori non jazzisti e tendenzialmente prevenuti. Io poi al tempo (e tuttora) mi invaghii di Trem das onze e della sua storia (che è scritta da un veneto migrato in Brasile) ed era forse allora una della prime volte che si sentiva il Bollani cantare. E siccome anche allora avevo un blog ma a differenza di ora ci scrivevo, ne scrissi: http://www.zioburp.net/2008... - Zio Burp